“Berlino non ha architettura. E questo, nonostante negli ultimi 250 anni della storia dell’architettura, i piu’ importanti architetti hanno costruito qui. Berlino non ha la piu’ assoluta voglia di architettura a parte poche eccezioni.” Verissimo e da questa citazione, iniziamo un breve tour attraverso la citta’ cercando costruzioni particolari ed interessanti.  Cito un divertente libro su Berlino, che ironicamente fa una presa in giro della citta’: “Vergiss Berlin! – Eine Reisewarnung” (Dimentica Berlino! – Una guida-avvertimento) di Tommy Heuss e Christian Weiss (Eichborn Verlag): “Berlino non ha architettura. E questo, nonostante negli ultimi 250 anni della storia dell’architettura, i piu’ importanti architetti hanno costruito qui. Berlino non ha la piu’ assoluta voglia di architettura a parte poche eccezioni.” “Il rapporto con l’architettura dice molto di come una collettivita’ si relaziona con se stessa. A Berlino sembra che l’architettura sia una permanente auto-vaccinazione contro “grande sbornia” del proprio sviluppo urbano.”

Ed e’ esattamente cosi’ a Berlino: “…….la citta’ si reinventa ogni 30 anni e si sviluppa in modo nuovo.” In questo articolo propongo solo alcuni degli edifici della serie “fantasia al potere” (o pazzia, dipende dai punti di vista) e sono davvero un’esigua quantita’ rispetto a cio’ che si trova in citta’, cosi’ tanti che a volte non ci si fa nemmeno piu’ caso.

Iniziando da Friedrichstrasse, che fu gravemente danneggiata dai bombardamenti durante la Seconda Guerra Mondiale, in seguito, il governo della DDR costrui’ degli edifici nuovi e, dopo la caduta del Muro, vengono eretti complessi “ultra-moderni”. In particolare questo riguarda alcuni blocchi della lunga via, ad esempio il Quartier 206, sede del famoso Friedrichstadt-Passagen (lo shopping di lusso senza fine) costruito nel 1996 dall’archietto americano Henry Cobb e che di notte viene completamento illuminato (Friedrichstrasse 71-74).

Sempre sulla Friedrichstrasse al numero 204, vicino a Checkpoint Charlie, si trova il curioso edificio a triangolo, chiamato appunto Bürohaus Triangel e costruito fra il 1992-97 dall’architetto Josef Paul Kleihues. Il divertente parallelepipedo bianco con le particolari finestre Collegium Hungaricum in Dorotheenstrasse 12, non lontanto dal boulevard Unter den Linden, e’ stato costruito dall’archietto Peter P. Schweger nel 2004-07 ed ospita l’istituto di cultura ungherese (la cui precedente sede fu distrutta dai bombardamenti della seconda guerra mondiale), una biblioteca, un cafe e una galleria.

La sede (costruita fra il 1998 e il 2000) del partito di Angela Merkel, CDU, ha pure del fantasioso! Ha praticamente la forma di un translatlantico, dando cosi’ l’idea della guida di un Paese ma i berlinesi che sanno come essere taglienti hanno soprannominato questo edificio: Il ferro da stiro di Angela! In realta la sede della CDU si chiama Konrad-Adenauer-Haus. Anche nella City West, zona intorno Wittenbergplatz (per capirci dove si trova il KaDeWe) non hanno scherzato in quanto a originalita’, ad esempio, il Kaufhaus Peek & Cloppenburg in Tauentzienstrasse 19, costruito fra il 1994/95 e che nella struttura base ricorda quella del KaDeWe, ma solo per quella, il resto e’ tutt’altro come si notera’ anche dalla foto.

 

 

Neus Kudamm-Eck, all’angolo Kürfunstendamm 227/228 e Joachimsthaler Strasse, e’ una costruzione che risale al 2000/01 e che sostituisce Das Ku-Damm-Eck costruito nel 1972, e’  un buon esempio che dimostra che Berlino si autorinnova e ri-crea la sua immagine, si costruisce, si demolisce e si ricostruisce. L’architettura a Berlino e’ un po’ come un vecchio vestito che si butta e se ne compra uno piu’ in sintonia con i tempi. La funzione dei due enormi edifici e’ sempre la stessa: centri commerciali ma quello del 1972, alla meta’ degli anni ’90 risultava troppo legato ad un’immagine di Berlino ovest anni ’70 e quindi nel 1996 venne chiuso e poi demolito per dare spazio al nuovo Kudamm-Eck…..ora, il pensiero viene spontaneo: quindi fra 20 anni lo demoliscono e ci costruiranno l’Enterprise??!

Sempre in zona, in Fasanenstrasse 83-84 si trova la Ludwig-Erhard-Haus, sede della camera di commercio, che conosco bene visto che ci ho passato una giornata intera per un corso obbligatorio per chi gestisce locali nella gastronomia, un mattone ma ora so riconoscere un kebab vero da uno fasullo! L’edificio super tecnologico, non solo per la struttura architettonica, e’ stato costruito fra il 1994/98, una sorta di ammiraglia urbana.

Passiamo al quartiere di Kreuzberg, non lontano da Checkpoint Charlie dove si trova lo Zeitungsviertel (il quartiere della stampa, qui ci sono le sedi di importanti testate giornalistiche e di alcune televisioni). Qui e’ impossibile non notare la GSW-Haus (sede dell’immobiliare GSW), Rudi-Dutschke-Strasse 22, un grattacielo di 22 piani costruito nel 1995/99 in “equilibrio” su di una base nera con una facciata tipo mosaico di varie gradazioni del colore rosso, che protegge dal sole e non solo! La facciata dello stabile e’ costruita secondo una tecnica che permette di risparmiare energia. Annesso anche il disco volante! Questo mi fa venire in mente la forma della costruzione vicina.

Sempre nello Zeitungsviertel, in Markgrafenstrasse si propone un altro gigante, sede del Bundesverband Deutscher Zeitungsverleger dal 2000. Quartier Schützenstrasse e’ un progetto dell’ architetto italiano Aldo Rossi, l’idea e’ quella di costruire i palazzi secondo il modello precedente alla guerra e le facciate dai colori accesi danno il tocco moderno. Addirittura la facciata del palazzo che si trova in Schützenstrasse 8 riproduce fedelmente quella di Palazzo Farnese a Roma!

Stresemannstrasse e Wilhelmstrasse vengono tagliate dalla sede del partito SPD, Willy-Brandt-Haus, una costruzione dinamica del 1993-96 vicino a dove si trovava la vecchia sede chiusa nel 1933. Un edificio in cui passato e presente convivono insieme e’ l’Energieforum a Stralauer Platz 34, di fronte alla stazione Ostbahnhof. L’edificio che da sulla strada e’ il tipico in mattoni rossi e risale al 1906 ed e’ tutt’ora l’entrata principale (che pero’ e’ di costruzione recente dalla forma di un enorme oblo’) che collega al nuovo edificio con facciata in vetro che da sulla riva dello Spree.

Una “torre” che non passa inosservata quando si va nel quartiere di Friedrichshain e’ quella della BASF costruita sopra il vecchio stabile in cui risiedeva la famosa fabbrica di lampadine Narva (DDR – dal 1969 al 1992) e che prima si chiamava Osram. La vecchia torre simbolo della Narva e’ stata sostituita da un cubo di vetro di 5 piani, costruito nel 1993/2001.

Per ultimo aggiungo l’edificio che si trova nella ex area industriale di Friedrichshain sulle rive dello Spree che e’ stata venduta ad investitori e speculatori vari per costruirci appartamenti di lusso e mega uffici (il tanto discusso ed osteggiato Mediaspree-Projekt), il nhow e’ un hotel, secondo loro stessa definizione: il primo Musikhotel in Europa, con spazio per eventi ed uffici che ospitano label nell’ambito della moda.

6 commenti

  1. […] Esempi di edifici del progetto Mediaspree li trovate anche qui: Schizofrenia architettonica di Berlino […]

  2. […] questo articolo ci sono un paio di esempi del progetto Mediaspree. Share […]

  3. Matteo in 7. Maggio 2012 il 20:47

    Grazie per il bel reportage!
    Solo un controcommento riguardo l’nhow: Berlino è una città da 3 milioni è passa di persone, praticamente ci si può trovare di tutto dentro, comprese le persone che possono apprezzare servizi simili che non sono esclusiva di altre città tedesche. Come Berlino ha vissuto la sua fase “Wilde” dopo la caduta del muro, probabilmente adesso vivrà la sua fase di imborgesimento…per alcuni sarà una rovina dell’atmosfera, per altri sarà una rinascita…d’altrodonde “Berlino è una città condannata per sempre a diventare e mai ad essere”.

    • elektroinvaders in 9. Maggio 2012 il 19:36

      si la citazione e’ perfetta e la condivido. e’ anche vero che berlino ha tante, infinite facce e per questo incontra i gusti e stili di vita vari. il problema e’ quando si vende la citta’ o pezzi della citta’ a speculatori, perche’ poi succede che c’e’ gente costretta ad andersene dal quartiere in cui vive perche’ non e’piu’ in grado di sostenere gli affitti. io sono piu’ per lo sviluppo della citta’ dal basso che dall’alto, che non e’ un danno economico comunque. spazio per tutti e non sbattere via abitanti per far posto ad altri, cioe’ discriminazione economica.

      • Matteo in 13. Maggio 2012 il 18:55

        Come coinciliare però la necessità di rendere una città attrattiva (economicamente e urbanisticamente) con quella di proteggere le fasce di popolazione con una minore disponibilità finanziaria?

        • elektroinvaders in 13. Maggio 2012 il 23:13

          be’ intanto una dei lati di berlino che tanto piacciono e’ proprio quello “popolare”, di kreuzberg quartiere turco e multikulti ne hanno fatto slogan per attirare turisti….voglio dire, a zehlendorf non e’ che ci si va in massa a vedere le stradine ordinate e le villette. Non credo che l’equazione: mandare via chi ha minor reddito per fare spazio a chi ne ha di piu’, renda la citta’ piu’ attrattiva e le societa’ immobiliari lavorano per altro interesse che quello della citta’.

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