L’architettura a Berlino è patrimonio dell’UNESCO, non solo i musei

Patrimonio dell’umanità dell’UNESCO a Berlino non ci sono solo i musei dell’Isola dei Musei.

Dal 2008 ad arricchire la “collezione” berlinese si sono aggiunti 6 complessi residenziali (in tedesco Siedlung,-en) sparsi per la città.

Si tratta di sei insediamenti dislocati in diversi quartieri, costruiti e progettati tra il 1910 e il 1934, poco prima della Grande Guerra, ma soprattutto durante la Repubblica di Weimar.

Particolare di una delle caratteristiche case dell'Hufeisensiedlung a Britz

Si sono conservati autenticamente e quasi integralmente fino ad oggi, nonostante il devastante effetto su Berlino del Nazionalsocialismo e della Seconda Guerra Mondiale.

Nell’arco di una ventina d’anni, quasi a cavallo delle due grandi guerre, durante un’epoca caratterizzata da splendore sociale, culturale e politico, quella appunto della Repubblica di Weimar, un gruppo di architetti, che oggi chiameremmo archistar, pensa e progetta unità abitative, modelli originali di social housing, che da li a venire saranno presi ad esempio non solo in Germania ma anche all’estero.

I padri di queste innovative residenze cavalcano l’onda del Modernismo tedesco, sono attivi nella scuola del Bauhaus, sono i portavoce di una riforma urbana che vuole chiaramente lasciarsi alle spalle il modello del Gründerzeit, di una città densa, sovraccarica di grandi palazzi dalle facciate ricche di ornamenti e dai numerosi cortili interni (i cosiddetti Mietkaserne).

Tra tutti spiccano Bruno Taut, Hans Scharoun (solitamente ricordato per aver dato i natali alla Philarmonie di Berlino), Walter Gropius (uno dei padri fondatori del Bauhaus).

Mettendo in pratica il principio di “luce, aria, sole” nascono piccole abitazioni unifamiliari o plurifamiliari, casette a schiera, palazzine basse che si ispirano vuoi allo stile olandese, vuoi a quello inglese.

Le abitazioni si caratterizzano da angoli retti o forme curve, colori studiati nel dettaglio quasi come Kandinsky, graziose terrazze e tanto verde fuori dalla porta, solitamente pubblico sotto forma di parco, ma anche privato sotto forma di giardino, magari recintato da staccionate di legno.

Dentro le abitazioni sono pensate in modo funzionale e assolutamente dignitoso per l’epoca in cui le vede nascere. La luce filtra dalle finestre, il sole, quando c’è, raggiunge le stanze con il loro moderno e minimale arredo.

Oltre alla camera da letto vi sono una cucina e soprattutto un bagno. Il massimo per gli standard igienici e sociali degli anni Venti.

Contrariamente a quanto si possa pensare, i complessi residenziali furono costruiti per il ceto meno abbiente, non più solo costretto a vivere in ambienti piccoli, bui, umidi e freddi e con il bagno all’esterno in condivisione.

Risultato: piccoli paradisi immersi nel verde all’interno della città, divenuti patrimonio culturale dal 1975 e patrimonio dell’UNESCO dal 2008. Una fortuna abitarci oggi.

Andiamo a conoscerli da vicino.

Gartenstadt Falkenberg

Le colorate case che fanno parte dell'insediamento residenziale Gartenstadt Falkenberg

È il complesso residenziale per primo realizzato, tra il 1913 e il 1916.

È a mio avviso il più pittoresco tra i sei complessi. Non a caso è stato soprannominato dai berlinesi “quartiere tavolozza” (in tedesco Tuschkastensiedlung) per i vivaci e diversi colori delle facciate, in contrasto con i toni degli infissi. Un capolavoro di composizione.

A progettarlo sono stati gli architetti Bruno Taut ed Heinrich Tessenow, che si sono ispirati al concetto di città giardino, messo a punto in Inghilterra alla fine dell’Ottocento, inizi del Novecento, da E.Howard.

L’area progettata e costruita fino allo scoppio della Prima Guerra Mondiale (i lavori di costruzione dell’intero insediamento vennero interrotti e mai più ripresi) si trova a sud est, nel quartiere di Bohnsdorf, nel distretto Treptow-Köpenick.

Consiglio: visitare in primavera muniti di macchina fotografica; passeggiare tra i sentieri che dividono le unità abitative.
Fermata metro più vicina: S-Bahn Grünau (S8, 45, 46)

Siedlung Schillerpark

Edificio dell'insediamento residenziale Siedlung Schillerpark

Foto Manfred Seidl

Situato nel quartiere di Wedding, il complesso residenziale fu realizzato tra il 1924 e 1930. Bruno Taut qui progetta residenze in mattoni a vista, su quattro piani, richiamandosi allo stile espressionista olandese della Scuola di Amsterdam, immerse in un “genuino” verde. Nessuna vivacità cromatica.

Spicca solo il bianco degli infissi e degli elementi che costituiscono i balconi. Un interessante gioco di composizione tra linee verticali ed orizzontali che vanno ad accentuare un ulteriore elemento di novità: i tetti piani.

Consiglio: fare una passeggiata nel parco adiacente Schillerpark e camminare a piedi nudi nella Plansche (grande vasca di cemento, che in estate viene riempita d’acqua – altezza circa 10 cm – per la gioia dei bambini)

Fermata metro più vicina: U-Bahn Rehberge (U6)

Großsiedlung Britz

Ripresa dall'alto dell'insediamento Hufeisensiedlung dalla caratteristica forma a ferro di cavallo

Foto Sebastian Trommer  CC BY-SA 3.0

Già il nome ci mette in guardia. Il complesso residenziale nel quartiere Britz, nel distretto di Neukölln, è effettivamente “gross“.

Il complesso fu realizzato tra il 1925 e il 1930. Si compone di case unifamiliari e plurifamiliari. L’architetto padre del progetto è ancora una volta Bruno Taut, affiancato dall’architetto ed urbanista Martin Wagner.

Quest’ultimo lo si ricorda per due complessi architettonici ancor’oggi molto cari ai berlinesi, specie in estate: Strandbad Wannsee e Strandbad Müggelsee, due stabilimenti balneari che prendono il nome del lago su cui si affacciano. Sono tra le ultime opere di Wagner prima dell’ascesa del Nazionalsocialismo e l’esilio forzato.

Al centro dell’insediamento c’è un edificio plurifamiliare a ferro di cavallo, di circa 100 m di diametro, che a sua volta racchiude uno stagno semicircolare.

È grazie a questa invenzione scenografica, che il complesso residenziale è soprannominato “a ferro di cavallo,” in tedesco Hufeisensiedlung.

Le casette unifamiliari intorno hanno graziose facciate dipinte, finestre e porte colorate, staccionate in legno che dividono i giardini, stradine in terra battuta che collegano tra loro le unità evitando di camminare sulla strada e godendo del verde circostante.

Consiglio: visitare l’Info Station – Café in Fritz Reuter Allee 44. Il caffè ospita una piccolo ma ben fornito bookshop e una mostra permanente, che racconta chi vi abitò nel Siedlung e mostra interni originali di un appartamento dell’epoca.

Fermate metro più vicine: Blaschkoallee e Parchimer Allee (U7)

Wohnstadt Carl Legien

Le case dell'insediamento residenziale Carl Legien a Prenzlauer Berg

Si trova nel quartiere di Prenzlauer Berg il complesso residenziale dedicato al socialdemocratico Carl Legien, progettato e realizzato in poco più di due anni, tra il 1928 e 1930.

Il complesso, più centrale rispetto agli altri Siedlungen, fu progettato ancora una volta da Bruno Taut, affiancato da Franz Hillinger. Niente casette unifamiliari, solo palazzi su quattro o cinque piani e grandi corti verdi a sancire la vita sociale tra condomini.

Consiglio: fare una pausa caffè al Café Eckstern, in Sodtkestraße 20.

Fermata metro più vicina: Prenzlauer Allee (S1, 8, 41, 42, 85)

Weiße Stadt

I palazzi che costituiscono l'insediamento residenziale Weisse Stadt (la citta' bianca)

Non lontano dalle residenze di Schillerpark si trova un altro complesso abitativo, realizzato qualche anno dopo rispetto al primo: 1929-31.

Il nome Weiße Stadt, in italiano “città bianca”, deriva dal colore radioso delle facciate. Su tre o quattro piani, si sviluppano lunghe palazzine, dalle forme vuoi accentuate dagli angoli retti, vuoi smussate dalle curve di alcune facciate.

Il tutto accompagnato da infissi e porte colorate di blu, rosso, nero o giallo: i colori di moda all’epoca, che ritroviamo anche negli altri Siedlungen.

Gli architetti che progettano e realizzano il complesso sono: Otto Rudolf Salvisberg, Bruno Ahrends e Wilhelm Büning.

Consiglio: fermarsi per una birra da Atelier Gaststätte Kneipe Bar, tipica Kneipe (bar) berlinese, Aroser Allee 121.

Fermata metro più vicina: Paracelsus-Bad (U8)

Großsiedlung Siemensstadt

La "citta' di Siemens", insediamento residenziale a Charlottenburg

L’ultimo insediamento UNESCO fa parte del quartiere Spandau e si chiama Großsiedlung Siemensstadt. Fu costruito vicino al complesso industriale Siemens, tra il 1929 e il 1930.

Sei architetti, riuniti nell’associazione Der Ring, danno vita al progetto. Sono: Hans Scharoun, Walter Gropius, Otto Bartning, Fred Forbat, Hugo Häring e Paul Rudolf Henning.

A ciascun architetto fu assegnata un’area da progettare. Le abitazioni, su tre o quattro livelli, plurifamiliari, si inseriscono parallelamente e trasversalmente lungo fasce di verde comune. Facciate dai colori caldi e pastello mettono in evidenza balconi di ogni forma e dimensione.

Consiglio: dopo aver esplorato l’area, risposarsi nel parco vicino Jungfernheide.

Fermata metro più vicina: U Siemensdamm (U7)

Testo e foto di Chiara Gabellotto

1 commento

  1. […] e proprio accanto si trova degli insediamenti residenziali più famosi di Berlino, l’Hufeisensiedlung (insediamento a ferro di cavallo). Uno dei capolavori dell’architettura moderna e che è […]

Lascia un commento





3 + tre =