A spasso per Alexanderplatz: le opere d’arte del realsocialismo

Condividi quest'articolo
Cosa vedere a Berlino

Scultura “Operaio edile” – 1968, vicino Alexanderplatz

ALEXANDERPLATZ E LE OPERE D’ARTE DEL REALSOCIALISMO

Berlino è un libro a cielo aperto: il suo paesaggio urbano (edifici, monumenti´e strade) è una sorta di stratificazione delle epoche storiche, e ognuna di esse ha apportato delle modifiche e lasciato traccia. Questo spiega anche l’apparente caos architettonico di Berlino, uno degli aspetti che più amo della città. Questa volta voglio portarvi alla scoperta delle opere d’arte dell’era realsocialista sparse nella zona intorno ad Alexanderplatz e che spesso non si notano davvero, seppur non invisibili!

Cosa vedere a Berlino

Sede del Consiglio di Stato della DDR – Portale originale del castello degli Hohenzollern

BERLINO “LA ROSSA”: COME CAMBIA LA CITTÁ

Berlino „la rossa“, e non per la birra. Nella storia di Berlino il „rosso“ politico compare spesso e la cosa non dovrebbe stupire, visto che è stata una metropoli di masse operaie: la rivoluzione del marzo 1848 e poi quella del novembre 1918, i gruppi di resistenza sorti dopo l’ascesa del nazionalsocialismo e fino ad arrivare al secondo Stato tedesco, quello socialista DDR e alla sua fine confluendo in quello federale BRD.

In ogni periodo storico, il sistema politico al potere si è espresso anche con l’architettura e ha modificato l’assetto urbano della città. Effettivamente le scelte in merito al paesaggio urbano fino ai giorni odierni sono generalmente di tipo ideologico: demolire il Palast der Republik e costruire il castello Prussiano, oppure modificare Alexanderplatz (troppo di stile DDR) inserendo tipici monumenti del sistema attuale, i centri commerciali. Ogni sistema ha i suoi monumenti e i suoi idoli. Escludendo la semplice visione „bello o brutto“ o se certi cambiamenti piacciano o no, in realtà è qualcosa di affascinante, e a Berlino questo processo avviene in presa diretta, avviene mentre scrivo e continuerà senza sosta.

A SPASSO PER ALEXANDERPLATZ: LE OPERE D’ARTE

Questa volta la curiosità mi ha portato sulle tracce delle opere d’arte commissionate dall’allora DDR per „decorare“ la città in stile socialista, un giro che ho ridotto solo ai dintorni di Alexanderplatz, a parte un edificio nella zona di Karl-Marx-Allee.

Mosaico „Unser Leben“ (Nostra vita) – Haus des Lehrers

Cosa vedere a Berlino

Mosaico “Unser Leben” – Haus des Lehrers

Sicuramente l’opera più famosa e visibile. Il governo commissionava a famosi artisti vere e proprie opere d’arte che non avevano solo uno scopo estetico, bensì di contenuto rivolto al quotidiano degli abitanti. Oggi diremmo ideologico, come se fosse qualcosa appartenente al passato, ma lo stesso lo sono i cartelloni pubblicitari o le insegne delle marche di prodotti di uso comune.

Questo mosaico è l’opera più importante di Walter Womacka, uno dei massimi artisti di quell’epoca. L’opera si estende sul piano 3 e 4 di Haus des Lehrers destinati alla Biblioteca centrale della pedagogia con ben 650 mila scritti. Il mosaico è composto da 800 mila pezzi ed è uno dei più grandi d’Europa.

Bassorilievo „Der Mensch überwindet Zeit und Raum“ (L’essere umano supera il tempo e lo spazio) – Haus des Reisens

Cosa vedere a Berlino

Bassorilievo „Der Mensch überwindet Zeit und Raum“ – Haus des Reisens

Anche questa opera è di Walter Womacka, che si era ispirato al primo viaggio spaziale. Protagonista fu il cosmonauta (così nella DDR si chiamavano gli astronauti) Juri Gagarin. L’edificio Haus des Reisens (Casa del viaggio) è stato costruito fra il 1969 e il 1971 e ospitava all’interno la direzione dell’Agenzia viaggi della DDR e quella della compagnia aerea di Stato, Interflug. Per nostra fortuna, nel 2013, questo edificio è stato messo sotto protezione dei Beni Culturali per la sua importanza storica e quindi salvato dalla demolizione.

Dipinto „Presse als Organisator“ (La stampa come organizzatore) – Haus des Berliner Verlages

Cosa vedere a Berlino

Dipinto coperto „Presse als Organisator“ – Haus des Berliner Verlages. Insegna originale Pressecafe

Questa opera d’arte di Willi Nubert è stata coperta da una più moderna, ovvero l’insegna del ristorante che si trova in un’ala del Haus des Berliner Verlages (ieri come oggi sede della redazione del quotidiano Berliner Zeitung). L’unica traccia che grazie all’intervento dei Beni Culturali non è sparita è la vecchia insegna Pressecafé. Questa e le due precedenti opere non si trovavano casualmente su questi edifici intorno ad Alexanderplatz, l’idea era quella di una rappresentazione del socialismo nell’immagine della città.

A- Teppich“ la porta della Zentral-und-Landesbibliothek in Breite Strasse

Cosa vedere a Berlino

Porta “A-Teppich” – Zentral-und-Landesbibliothek

Sempre nelle vicinanze di Alexanderplatz si trova una delle biblioteche più importanti di Berlino, e il portone d’entrata è una delle opere del periodo DDR. Si chiama „A-Teppich“ (Il tappeto A) ed è dello scultore Fritz Kühn. Perche’ „A-Portal“? Il portone è composto di 117 variazioni grafiche della lettera A! Simbologia come tratto di unione fra il passato ed il presente.

Vetrata nello Staatsratgebäude

Cosa vedere a Berlino

Vetrata interno Staatsratgebäude

Anche questa opera è di Walter Womacka e si trova all’interno di uno dei palazzi del potere della DDR, la sede dell’allora Consiglio di Stato. Un tempo aveva di fronte il Palast der Republik (sede del parlamento della DDR) e ora al suo posto il castello degli Hohenzollern in costruzione. L’altro scherzo dei tempi è che che questo palazzo è oggi sede di una scuola privata per manager. Dal momento che si trova sotto protezione dei Beni Culturale dal 1993, i futuri managers devono convivere con la vetrata di Womacka che si estende su due piani e che rappresenta alcune tappe della storia del movimento operaio. Non è finita, perché un portale originale del castello degli Hohenzollern fu praticamente fatto diventare l’entrata principale dello Staatsratgebäude. Anche in questo caso la scelta fu simbolica e riporta alla Rivoluzione di Novembre del 1918.

Der Mensch, dass Mass aller Dinge“ (L’essere umano, la misura di tutte le cose)

Cosa vedere a Berlino

Mosaico “Der Mensch, dass Mass aller Dinge”

Nemmeno a dirlo, anche questa opera è di Walter Womacka. In origine si trovava sulla facciata del Ministero dell’edilizia di fronte alla biblioteca di cui ho scritto sopra. Un mosaico alto 15 metri, Womacka si ispirò a Leonardo Da Vinci.

Dal momento che tutto il complesso in cui si trovava il Ministero dell’edilizia è in fase di demolizione, dal 2013 questa opera ha trovato un’altra casa-parete a pochi metri da dove era in origine: vicino al ponte Jungfern.

Grattacielo dietro Karl-Marx-Allee

Cosa vedere a Berlino

“La prima casa socialista” a Berlino

Allora definita „la prima casa socialista“, costruita nel 1952 in soli 9 mesi dal progetto del collettivo di architetti diretti da Hermann Henselmann e che sarà il prototipo per gli edifici sulla monumentale Karl-Marx-Allee. L’entrata è imponente, dominata da colonne e rivestita di marmo nero. Sul portone una citazione di Brecht in lettere di bronzo: „Pace nel nostro Paese, pace nella nostra città, che conservi bene quello che ha costruito“.

1 Commento

  1. ASD - 15. Ottobre 2015

    Ecco come appariva l’opera “Presse als Organisator” di Willi Nubert

    https://de.wikipedia.org/wiki/Haus_des_Berliner_Verlages#/media/File:Press_Cafe_in_East_Berlin_on_Alexanderplatz,_1977.jpg

    È un dovere morale liberare questa opera dall’insegna del ristorante “Escados”, che inoltre ha completamente alterato la sistemazione degli spazi interni del ex “Pressecafé”, i finti archi che si messi davanti alla vetrata principale sono vergnosi.

Lascia un commento