Berlino è un libro a cielo aperto: il suo paesaggio urbano (edifici, monumenti´e strade) è una sorta di stratificazione delle epoche storiche, e ognuna di esse ha apportato delle modifiche e lasciato traccia. Questo spiega anche l’apparente caos architettonico di Berlino, uno degli aspetti che più amo della città. Questa volta voglio portarvi alla scoperta delle opere d’arte dell’era realsocialista sparse nella zona intorno ad Alexanderplatz e che spesso non si notano davvero, seppur non invisibili!

 

BERLINO “LA ROSSA”: COME CAMBIA LA CITTÁ

La sede del governo della DDR "Palast der Republik" in una immagine d'epoca

Foto Jörg Blobelt  CC BY-SA 4.0

Berlino „la rossa“, e non per la birra. Nella storia di Berlino il „rosso“ politico compare spesso e la cosa non dovrebbe stupire, visto che è stata una metropoli di masse operaie: la rivoluzione del marzo 1848 e poi quella del novembre 1918, i gruppi di resistenza sorti dopo l’ascesa del nazionalsocialismo e fino ad arrivare al secondo Stato tedesco, quello socialista DDR e alla sua fine confluendo in quello federale BRD.

In ogni periodo storico, il sistema politico al potere si è espresso anche con l’architettura e ha modificato l’assetto urbano della città. Effettivamente le scelte in merito al paesaggio urbano fino ai giorni odierni sono generalmente di tipo ideologico: demolire il Palast der Republik e costruire il castello Prussiano, oppure modificare Alexanderplatz (troppo di stile DDR) inserendo tipici monumenti del sistema attuale, i centri commerciali. Ogni sistema ha i suoi monumenti e i suoi idoli. Escludendo la semplice visione „bello o brutto“ o se certi cambiamenti piacciano o no, in realtà è qualcosa di affascinante, e a Berlino questo processo avviene in presa diretta, avviene mentre scrivo e continuerà senza sosta.

A SPASSO PER ALEXANDERPLATZ: LE OPERE D’ARTE

Questa volta la curiosità mi ha portato sulle tracce delle opere d’arte commissionate dall’allora DDR per „decorare“ la città in stile socialista, un giro che ho ridotto solo ai dintorni di Alexanderplatz, a parte un edificio nella zona di Karl-Marx-Allee.

Mosaico „Unser Leben“ (Nostra vita) – Haus des Lehrers

Sicuramente l’opera più famosa e visibile. Il governo commissionava a famosi artisti vere e proprie opere d’arte che non avevano solo uno scopo estetico, bensì di contenuto rivolto al quotidiano degli abitanti. Oggi diremmo ideologico, come se fosse qualcosa appartenente al passato, ma lo stesso lo sono i cartelloni pubblicitari o le insegne delle marche di prodotti di uso comune.

Questo mosaico è l’opera più importante di Walter Womacka, uno dei massimi artisti di quell’epoca. L’opera si estende sul piano 3 e 4 di Haus des Lehrers destinati alla Biblioteca centrale della pedagogia con ben 650 mila scritti. Il mosaico è composto da 800 mila pezzi ed è uno dei più grandi d’Europa.

La costruzione della nuova Alexanderplatz socialista iniziò nel 1964 proprio con la costruzione del centro pedagogico Haus des Lehrers, progetto del celebre architetto Hermann Henselmann. L’edificio di 54 metri di altezza, fatto di acciaio, cemento e vetro, è stato collocato quasi esattamente nel punto in cui si trovava l’edificio dell’associazione degli insegnanti del 1908 fino alla seconda guerra mondiale. Fino al 1990, la casa dell’insegnante ha funzionato principalmente come un centro culturale, educativo e informativo per educatori e genitori.

 

Il mosaico di Womacka "Unser Leben" ad Alexanderplatz

 

Bassorilievo „Der Mensch überwindet Zeit und Raum“ (L’essere umano supera il tempo e lo spazio) – Haus des Reisens

Anche questa opera è di Walter Womacka, che si era ispirato al primo viaggio spaziale. Protagonista fu il cosmonauta (così nella DDR si chiamavano gli astronauti) Juri Gagarin, il primo essere umano a volare nello spazio a bordo della Vostok 1 nel 1961. L’edificio Haus des Reisens (Casa del viaggio) è stato costruito fra il 1969 e il 1971 e ospitava all’interno la direzione dell’Agenzia viaggi della DDR e quella della compagnia aerea di Stato, Interflug. Per nostra fortuna, nel 2013, questo edificio è stato messo sotto protezione dei Beni Culturali per la sua importanza storica e quindi salvato dalla demolizione.

 

Bassorilievo „Der Mensch überwindet Zeit und Raum“ di Womacka ad Alexanderplatz

 

Fegio „Presse als Organisator“ (La stampa come organizzatore) – Haus des Berliner Verlages

Nella parte est di Alexanderplatz si trova l’edificio di 17 piani: Haus des Berliner Verlages (Casa dell’Editrice berlinese), costruito tra il 1970 e il 1973. Qui si pubblicavano diversi quotidiani e magazine fra cui “Berliner Zeitung” e “BZ am Abend”. Annesso all’edificio Haus des Lehrers c’è un padiglione di due piani: Das Pressecafé. Ai tempi della DDR questa caffetteria era un popolare luogo di incontro di giornalisti e corrispondenti. Qui si trovavano anche molte pubblicazioni della stampa internazionale che altrimenti erano difficili da reperire nella DDR. Esternamente Das Pressecafé e’ riconoscibile anche per il fregio ornamentale che si estende lungo le facciate dal titolo: “Die Presse als Organisator” (La stampa come organizzatore”). L’opera e’ lunga 76 metri e alta 3,50 metri ed e’ del pittore Willi Neubert. 

 

Die Presse als Organisator Alexanderplatz

 

A- Teppich“ la porta della Zentral-und-Landesbibliothek in Breite Strasse

Sempre nelle vicinanze di Alexanderplatz si trova una delle biblioteche più importanti in citta’: die Zentral- und Landesbibliothek Berlin (ZLB) è la biblioteca pubblica centrale dello Land di Berlino. Il portone d’entrata è una delle opere del periodo DDR. Si chiama „A-Teppich“ (Il tappeto A) ed è dello scultore Fritz Kühn. Perche’ „A-Portal“? Il portone è composto di 117 variazioni grafiche della lettera A! Simbologia come tratto di unione fra il passato ed il presente.

 

Il portale di entrata della biblioteca statale Zentral und Landesbibliothek

 

Vetrata nello Staatratsgebäude “Aus der Geschichte der deutschen Arbeiterbewegung” (Dalla storia del movimento operaio)

Anche questa opera del 1964 è di Walter Womacka e si trova all’interno di uno dei palazzi del potere della DDR, la sede dell’allora Consiglio di Stato (Staatrat). Un tempo aveva di fronte il Palast der Republik (sede del parlamento della DDR) e ora al suo posto il castello degli Hohenzollern in costruzione. L’altro scherzo dei tempi è che che questo palazzo è oggi sede di una scuola privata per manager.

Dal momento che si trova sotto protezione dei Beni Culturale dal 1993, i futuri managers devono convivere con la vetrata di Womacka che si estende su due piani e che rappresenta alcune tappe della storia del movimento operaio. Non è finita, perché un portale originale del castello degli Hohenzollern fu praticamente fatto diventare l’entrata principale dello Staatsratgebäude. Anche in questo caso la scelta fu simbolica e riporta alla Rivoluzione di Novembre del 1918.

 

La vetrata ad opera di Walter Womacka nello Staatratsgebäude, sede del consiglio di Stato della DDR

Foto Pierluigi Colombini

 

Der Mensch, dass Mass aller Dinge“ (L’essere umano, la misura di tutte le cose)

Nemmeno a dirlo, anche questa opera del 1968 è di Walter Womacka. In origine si trovava sulla facciata del Ministero dell’edilizia di fronte alla biblioteca di cui ho scritto sopra. Un mosaico nel tipico stile del realismo socialista alto 15 metri, Womacka si ispirò a Leonardo Da Vinci.

Dal momento che tutto il complesso in cui si trovava il Ministero dell’edilizia è in fase di demolizione, dal 2013 questa opera ha trovato un’altra casa-parete a pochi metri da dove era in origine: vicino al ponte Jungfern.

 

Opera di Womacka sulla facciata di un edificio residenziale vicino Alexanderplatz

 

Sculture “Aufbauhelferin” e “Aufbauhelfer”

Nel piazzale davanti al Municipio di Berlino, il “Rotes Rathaus” (il municipio rosso) si posso vedere due sculture raffiguranti un uomo ed una donna lavoratori. Le due sculture si chiamano rispettivamente “Aiutante della Ricostruzione” (una con il termine declinato al maschile e l’altra al femminile).  Originariamente nel 1952 la collocazione di queste due figure sarebbe dovuta essere Strausberger Platz sul viale che allora portava il nome di Stalinallee (oggi Karl-Marx-Allee) con il titolo “Via le macerie I e II”. Nel 1958 al termine della ricostruzione del Rotes Rathaus si opto’ per collocare le due statue nello spazio davanti all’edificio.

Le due sculture sono opera di Fritz Cremer. Come professore all’Università delle Arti Applicate di Vienna, si era fatto un nome nel 1946-1950 con i memoriali alle vittime naziste. Nel dopoguerra si era trasferito a Berlino est per partecipare, come molti artisti e intellettuali nei primi anni ’50, alla costruzione del socialismo.

 

Aufbauhelferin Municipio di Berlino

 

Scultura in bronzo “Bauarbeiter” (lavoratore edile)

Si tratta della scultura in bronzo “Bauarbeiter” (Lavoratore edile) dello scultore Gerhard Thieme, fusa nel 1968 e alta circa quattro metri. Nella primavera del 1970, la scultura è stata eretta in Karl-Liebknecht-Straße di fronte alla Casa degli edifici di ingegneria (IHB).

Bauarbeiter scultura Alexanderplatz

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