Il mese del Pride è ovunque a giugno ma non a Berlino! Qui il mese del Pride inizia il 28 giugno e non è a caso: il 28 giugno 1969 la polizia di New York fece irruzione nello Stonewall Inn, un locale gay situato nel Greenwich Village di New York. Seguirono 6 giorni di proteste e di riot.

Berlino è considerata una delle destinazioni più inclusive e progressiste per la comunità LGBTQ+ in Europa e nel mondo. La città vanta una storia ricca e affascinante nella lotta per i diritti LGBTQ+ e non da ultimo ospita uno dei piu grandi Pride d’Europa, il Christopher Street Day. Anzi in realtà si svolgono più manifestazioni queer e il CSD chiude il mese del Pride a Berlino.

In questa guida ti porterò in un viaggio attraverso la Berlino queer. Scoprirai perché Berlino è considerata un paradiso per la comunità LGBTQ+ e perché vale la pena fare un salto nella capitale tedesca.

 

CSD Berlino

Foto Leonhard Lenz – CC0 

 

La Nascita Del Movimento LGBTQ+ a Berlino

Se vuoi capire la Berlino queer di oggi, devi conoscere le sue radici. La storia della comunità queer di Berlino affonda le sue radici nel periodo di Weimar (1919-1933), un’era di effervescenza culturale e sociale. Durante questo periodo, la città fu un centro cruciale per l’espressione artistica e sessuale, dove il concetto di “libertà sessuale” fu sperimentato e celebrato apertamente. Berlino divenne rapidamente famosa per i suoi club notturni, le feste trasgressive e gli spazi di incontro per le persone queer.

In realta’ un primissimo inizio di attivismo omosessuale si ha già nel lontano 1897 con la costituzione del  Wissenschaftlich-humanitäre Komitee (comitato scientifico umanitario), fondato dal medico e sessuologo Magnus Hirschfeld. All’epoca fu la prima organizzazione al mondo a battersi per la depenalizzazione degli atti sessuali tra uomini. Fra le azioni c’era la campagna contro l’articolo 175 del codice penale.

L’articolo 175 del codice penale tedesco fu introdotto nell’Impero tedesco nel 1871 e rese punibile la “fornicazione innaturale” tra uomini. La disposizione penale continuò ad esistere nella Repubblica di Weimar.

Va detto che le donne non comparivano quasi mai in questa organizzazione, perché semplicemente all’epoca non erano generalmente presenti nella vita pubblica e non potevano essere coinvolte politicamente. Ma c’è stata comunque un’importante pietra miliare, nel 1904, ovvero un discorso di Anna Frühling. All’epoca aveva 24 anni, era una giovane giornalista e tenne un discorso a Berlino, davanti a circa 300 persone. In questo discorso si schierò a favore delle donne omosessuali. E proprio perché all’epoca le donne erano ancora escluse dalla vita politica, il suo discorso può essere inteso come una sorta di protesta. Solo con l’inizio della Repubblica di Weimar, nel 1918, le cose cambiarono per le donne.

L’ascesa al potere del regime nazista nel 1933 portò ad un brusco deterioramento della situazione per la comunità LGBTQ+. Le organizzazioni e i luoghi di ritrovo furono soppressi e perseguitati, e migliaia di persone furono perseguitate, imprigionate o uccise a causa della loro sessualità o identità di genere. L’articolo 175 fu inasprito sotto il regime nazista nel 1935: il semplice sospetto era sufficiente per essere condannati fino a 10 anni di carcere.

Dopo la Seconda Guerra Mondiale, durante la divisione della Germania in Est e Ovest, Berlino divenne un simbolo di separazione politica e ideologica. Nonostante ciò, la comunità queer ha continuato ad essere attiva, specialmente nella parte occidentale della città, dove una scena gay underground cominciò a svilupparsi negli anni ’60 e ’70. Anche se ancora sottoposti a persecuzioni e discriminazioni, i locali notturni, i bar e i club gay erano luoghi di rifugio e di connessione per le persone queer.

Nonostante i precedenti nell’era nazionalsocialista, nel 1957 la Corte Costituzionale Federale ritenne che la disposizione penale non avesse caratteristiche nazionalsocialiste e ne consentì l’applicazione nella Repubblica Federale. Nella DDR, invece, la disposizione fu applicato solo in forma attenuata tra il 1957 e il 1968 e successivamente fu cancellata dal codice penale.

Nella Repubblica federale tedesca la legge è stata modificata nel 1969: Gli atti omosessuali tra uomini adulti di età superiore ai 21 anni furono resi impunibili. Solo nel 1994 il Bundestag decise di eliminare definitivamente l’articolo 175.

 

Gay Pride Berlino

 

Il Pride di Berlino

La manifestazione annuale del Pride berlinese prende il nome dalla celebre rivolta di Stonewall, avvenuta in Christopher Street a New York nel 1969. All’epoca, negli Stati Uniti venivano regolarmente effettuate violente incursioni della polizia in bar con avventori trans e omosessuali, tra cui il bar Stonewall Inn. Quando drag queen, transessuali latini e persone di colore in particolare si opposero ai controlli, si scatenarono giorni di scontri tra la popolazione e la polizia di New York. Nel primo anniversario della rivolta, si svolse la prima manifestazione in strada con il nome di Christopher Street Liberation Day.

Il primo Christopher Street Day (CSD) di Berlino si svolse il 30 giugno 1979 a Berlino Ovest come reazione (con dieci anni di ritardo) alla rivolta di Stonewall negli Stati Uniti. 400 persone scesero in strada e marciarono con le bandiere arcobaleno da Savignyplatz attraverso Kurfürstendamm verso Halensee.

Negli anni successivi, il numero di partecipanti al CSD di Berlino è aumentato costantemente fino a diventare uno dei Pride più grandi d’Europa. 

Ma Berlino non sarebbe tale se non fosse estremamente eterogenea! Negli anni sono nati contemporaneamente più CSD, con nomi differenti, più politicizzati, alternativi, meno commerciali, più inclusivi, ognuno con delle sue specificità. Ricordo personalmente il Transgenialer CSD di cui ho fatto parte del gruppo organizzativo per una edizione. E poi dal 2013 si è aggiunta anche Dyke* March.

 

Dyke March Berlino 2019

 

Il Festival LGBTQ+ di Berlino

 Oltre al CSD e alle tante altre manisfestazioni che Berlino offre durante il mese del Pride, c’e’ anche il Lesbisch-Schwules Stadtfest (Festival lesbico e gay della citta’).

Dal 1993, il Regenbogenfonds e. V. organizza il Lesbisch-Schwules Stadtfest, che è diventato il più grande festival LGBTQ+ all’aperto d’Europa. Le vie intorno a Nollendorfplatz nel quartiere di Schöneberg si riempiono di stand di ogni genere inclusi quelli delle associazioni di ogni tipo, dei partiti politici tedeschi, gastronomici e tanto altro ancora. Musica, spettacoli, performance ma anche interventi politici e sociali.

 

Festival queer Berlino

 

I Quartieri LGBT-Friendly di Berlino

Ci sono diversi quartieri di Berlino che sono particolarmente caratterizzati dalla comunità LGBTQ+. Il più famoso è Schöneberg, che è stato il centro della scena gay di Berlino sin dai tempi della Repubblica di Weimar. Qui troverai molti bar e locali gay-friendly, ma anche ristoranti, negozi e gallerie d’arte. Un altro quartiere da non perdere è Kreuzberg, che ha una scena LGBTQ+ molto vivace e diversificata, di stile molto diverso da quello di Schöneberg. Poi Neukölln con un ambito queer molto giovane ed alternativo, qui si trova anche il celebre club Schwuz.

Berlino LGBTQ+: cosa vedere e cosa fare

La scena queer di Berlino è famosa in tutto il mondo per la sua vivacità. I locali  e club LGBTQ+ sono numerosi e offrono qualcosa per tutti i gusti.

I posti sono davvero tanti, per cui qui trovi una selezione.

Club e discoteche

  • Schwuz, è stato aperto nel 1977 dall’ HAW (azione omosessuale di Berlino Ovest) ed è diventato il primo club gay alternativo di Berlino Ovest. Oggi è il club centrale dell’ambito queer berlinese.
  • Berghain, è il successore dell’Ostgut a Ostbahnhof, che all’epoca era soprattutto un club gay. Nel frattempo, tutti vanno al leggendario club tecno, cioè tutti quelli che riescono a entrare. Il che, come sappiamo, non è facile.
  • KitKat Club, dal 1994 il sex club più famoso di Berlino. Ogni due mesi si tiene “Gegen”, party iconico a base di tecno.
  • Ficken 3000 club gay con bar e dark room.
  • ://About Blank, è frequentato principalmente da habitué berlinesi ed è esplicitamente inclusivo, molte persone queer festeggiano qui. About Blank, gestito da un collettivo, ha due piani house e techno.
  • SO36 un altro club storico berlinese, in particolare nell’ambito della musica punk ed anche della scena queer berlinese. Nel programma ci sono sempre molti eventi queer e party mensili come GayHane.

 

Bar e Café

  • Marietta Bar, è uno dei bar queer più noti di Prenzlauer Berg.
  • Sonntags-Club e.V., un tempo era un circolo di amici gay della DDR che si riuniva regolarmente la domenica. Oggi è un luogo d’incontro, un caffè e uno spazio culturale LGBTQ+.
  • Café Crallee’ stato aperto nel 1977 da un collettivo femminista. Offre un programma con iniziative e spazi a tematica queer.
  • Roses, leggendario bar queer nel cuore di Kreuzberg, atmosfera kitsch come pure gli interni, indimenticabili sono le pareti rosa.
  • Oranienstraße 187, 10999 Berlino
  • Möbel-Olfe, uno dei bar queer piu‘ amati e frequentati. Martedi’ serata lesbica e giovedi prettamente gay.
  • Südblock, altro locale queer molto amato e d’estate diventa un piacevole Biergarten in cui si può anche mangiare.
  • Silverfuture, aperto nel 2007 e‘ diventato subito un punto di riferimento del pubblico queer più giovane e alternativo a Neukölln.
  • Heile Welt, cocktail bar con atmosfera rilassata. Altri punti di forza sono le pareti di peluche e l’accogliente lounge sul retro del bar, dove di tanto in tanto viene suonato il pianoforte.
  • Romeo und Romeo, bar nel cuore del quartiere gay classico Schöneberg. È aperto anche la mattina per colazione. Dal nome è chiara la predonominanza di pubblico masachile.
  • Hafen, altro bar gay molto frequentato nel quartiere di Schöneberg. Hafen e’ stato aperto nel 1990 e qui sono passati anche personalita’ come la fotografa statunitense Nan Goldin ha visitato il porto durante il suo soggiorno a Berlino negli anni ’90 e ne ha fotografato l’interno.
  • Zum schmutzigen Hobby, si trova all’interno del RAW, l’ex complesso industriale che e’ anche uno dei luoghi del nostro Tour Berlino autentica 1. Bar queer e molto frequentato anche dai turisti. In programma serate con dj e party.
  • Betty F***, si trova a Mitte in una delle sue parti più antiche. Il bar e’ in un seminterrato. Ciò che lo rende speciale è la dimensione unica del bar, o meglio, il suo contrario! Quasi tutto il bar e’occupato dal bancone.
  • Neues Ufer menzione speciale per questo bar storico della scena LGBTQ+ di Berlino. Aperto nel 1977 con il nome Andere Ufer (l’altra sponda) e frequentato da David Bowie che abitava in un appartamento a pochi metri di distanza. Oggi si presenta con l’arredamento di un tempo ed è una sorta di memoriale a Davide Bowie.

 

CSD Berlino 2022

 

Musei e Memoriali

  • Schwules Museum (museo gay), è la più grande e “antica” istituzione al mondo per la storia e la cultura queer. Fondato nel 1985, si è evoluto da un progetto puramente gay a un centro espositivo dedicato all’intera comunità queer e alla sua cultura, arte, storia e, soprattutto, attivismo.
  • Memoriale per gli omosessuali perseguitati durante il nazionalsocialismo, inaugurato nel Tiergarten nel 2008. Si trova vicino al Memoriale dell’Olocausto.
  • Targa commemorativa alla stazione di Nollendorfplatz (Schöneberg). Dal 1989, la targa commemorativa con il triangolo rosa adorna una entrata della stazione della metropolitana di Berlino Nollendorfplatz in memoria degli omosessuali perseguitati durante il nazionalsocialismo. All’epoca è stata la prima commemorazione delle vittime omosessuali del nazionalsocialismo in uno spazio pubblico.
  • Il cimitero Alter St.-Matthäus-Kirchhof a Schöneberg, qui si trovano le tombe di molti personaggi della scena queer berlinese, fra cui Rio Reiser, Reinhard von der Marwitz (Café “Anderes Ufer”, dove un tempo soggiornava spesso David Bowie), il politico e cabarettista Ovo Maltine, il fotografo Jürgen Baldiga e molti altri. All’interno del cimitero si trova anche il Cafe Finovo, il primo nel suo genere in Germania e parte della storia LGBTQ+ di Berlino.

 

Rio Reiser cimitero

 

 Queer City Pass Berlin

Se vuoi esplorare la scena queer di Berlino, il Queer City Pass è un ottimo modo per iniziare. Questo pass turistico ti offre l’accesso a oltre 40 attrazioni LGBTQ nella capitale tedesca, tra cui musei, locali notturni e altro ancora ed e’ anche valido per tutti i mezzi di trasporto pubblico. È come la Berlin Welcome Card: puoi scegliere l’abbonamento valido per 48 ore fino ad un massimo di 6 giorni, per le zona AB oppure ABC.

Puoi acquistare il Queer City Pass sul sito web ufficiale dove troverai anche l’elenco dei posti in cui avrai uno sconto.

 

Alexanderplatz gay pride

 

Dove dormire

Che Berlino sia in grado di offrire un turismo LGBTQ+-friendly lo dimostra anche la “pink pillow Berlin Collection”. Gli oltre 60 membri della rete di hotel inclusivi hanno firmato una carta. Gli hotel si impegnano anche nei confronti della scena LGBTQ+ e hanno offerte specifiche. Qui trovi una lista degli hotel: Pink Pillow Berlin Collection

 

 

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