Ho seguito i CCCP – Fedeli alla Linea da quando avevo 16 anni e li avevo visti per la prima dal vivo nel 1987 a Senigallia durante una rassegna estiva di concerti. Non ho mai seguito la scena italiana musicale e l’eccezione sono stati i CCCP e pochissimi altri.

Spesso mi piace andare a scovare i luoghi descritti nei libri, film e serie che più mi hanno appassionata. Un esempio è l’articolo con le location in cui è stata girata la mini serie “La Regina di scacchi”.

Partendo dal libro di Massimo Zamboni “Nessuna voce dentro – Un’estate a Berlino Ovest”, sono andata a cercare i luoghi da lui descritti e tutt’ora esistenti. Ho fatto una selezione concentrandomi soprattutto su Kreuzberg che era poi il quartiere in cui aveva vissuto Zamboni e che è protagonista del Tour Berlino autentica 1.

 

Kreuzberg-casa-occupata

 

Berlino: Il luogo d’origine dei CCCP – Dove tutto è iniziato

Poco tempo fa ho ascoltato una intervista in cui Zamboni parla di Berlino e mi ha colpito, perché ha colto l’anima della città pur non vivendoci. Così mi sono incuriosita e ho letto: “Nessuna voce dentro – Un’estate a Berlino Ovest”, il libro in cui racconta del suo periodo berlinese nel 1981. Il contesto in cui sono poi nati i CCCP – Fedeli alla Linea.

1981 è stato l’anno di grazia del movimento delle occupazioni di Berlino Ovest. Una “mezza città” enclave dell’occidente all’interno della DDR e circondata dal muro.

 

Bethanien Kreuzberg Berlino

Le tracce profonde della distruzione della guerra erano ancora ben visibili. La città di frontiera separata dal resto dell’occidente e anche dall’oriente, era un mondo a parte. Dal ’68 in poi diventerà anche la meta di artisti, attivisti, punks, hippies, ecologisti, disertori, squatters, outsiders da tutta la Germania dell’Ovest e a Berlino Ovest, in particolare a Kreuzberg, troveranno il luogo in cui realizzarsi e sperimentare modelli diversi di vita.

Kreuzberg era all’epoca il centro di tutto ciò e ben presto il mix della sua popolazione diventerà il suo marchio distintivo e lo è fino ad oggi. Mix caratterizzato anche dalla presenza dei Gastarbeiter turchi.

“…il quartiere di Kreuzberg SO36 ha anche un cognome: Instanbul. Tutti lo chiamano così, e dicono: “Andiamo a Instanbul”. (da “Nessuna voce dentro”)

La casualità della vita vuole che io viva proprio a Berlino da ormai 20 anni. Nel suo libro ho riconosciuto molto della Berlino che ho conosciuto anche io in particolare nella prima metà della mia vita qui.

Seppur arrivata 20 anni dopo il soggiorno di Zamboni, ho praticamente vissuto in quegli stessi ambienti che nel frattempo si erano sviluppati e cresciuti in quanto ad organizzazione. Oggi molti di quei posti non ci sono più e quelli rimasti sono un “faro resistente” nel processo di gentrificazione di Berlino.

 

Casa occupata Kreuzberg

 

Ponti ferroviari Yorckbrücken

Uscendo dalla stazione S-Bhan di Yorckstraße ci si imbattte in una serie di ponti ferroviari:

“Una strada, quindici ponti di ferro sopra la mia testa. Un muro lastricato di manifesti pubblicitari di fronte a me, lungo ma lungo ma lungo.” (da “Nessuna voce dentro”)

I ponti di Yorckbrücken coprono un tratto di 500 metri di Yorckstraße al confine tra Tempelhof-Schöneberg e Kreuzberg. Degli oltre 40 ponti ferroviari che esistevano un tempo, rimangono solo alcune testimonianze dello sviluppo industriale nel passaggio dal XIX al XX secolo. A quel tempo Berlino si stava trasformando in una metropoli europea.

Oggi gli storici Yorckbrücken, grazie ad un programma di riqualificazione urbana, sono parte del percorso ciclabile collegati alla rete di sentieri del parco Gleisdreieck e del Flaschenhalspark.

 

Yorckbruecke Kreuzberg

 

Willibald-Alexis-Straße 39

La casa occupata, chiamata Villa Willibald, in cui ha vissuto Massimo Zamboni si trova in una delle parti più pittoresche di Kreuzberg: Chamissokiez.

Grazie alla sua vicinanza all’aeroporto, la zona di Kreuzberg intorno a Chamissoplatz non aveva subito molti danni durante la seconda guerra mondiale rispetto ad altre parti del quartiere.

Fino alla metà degli anni ’70, era però  in uno stato di declino: nessuna demolizione, nessuna nuova costruzione o forme di restauro. Gli affitti erano quindi rimasti a buon mercato, le facciate grigie, i cortili bui. Tutto era ricoperto da un velo di fuliggine e polvere di carbone.

Negli anni successivi, c’erano state controversie sui piani di ristrutturazione: contro le cosiddette “modernizzazioni di lusso e gli aumenti ingiustificati degli affitti dopo la ristrutturazione. La protesta era diventata sempre più rumorosa e nel maggio del 1980 era stata occupata la prima casa nell’area di riqualificazione, in Chamissoplatz 3.

Nel 1981 a Berlino Ovest si contavano già 170 edifici occupati, di cui circa 80 a Kreuzberg. Tante le case occupate anche nel Chamosskiez fra cui anche quella in Willibald-Alexis-Straße 39.

Dopo lunghe trattative con il Senato le case accupate furono regolarizzate.

Oggi Chamissokiez, dall’esterno è un’area residenziale da sogno e non certo economica. Le case sono state ristrutturate e si respira una atmosfera antica, una Berlino dei primi del ‘900.

 

Willibald Alexis Straße

 

Viktoriapark

“…mattine al Viktoriapark a leggere classici tedeschi vicino alla cascata del Kaiser Guglielmo, in compagnia delle papere del giardino.” (da “Nessuna voce dentro”)

Il Kreuzberg è una collina di 66 metri di altezza a Berlino all’interno del Viktoriapark e ha dato il nome al quartiere. In cima alla collina si trova il monumento nazionale, ornato da un piccolo parco romantico.

Nel 1818 viene posta la prima pietra per la costruzione del monumento nazionale in stile neogotico su progetto di Karl Friedrich Schinkel. Simboleggia la vittoria su Napoleone Bonaparte e la liberazione dell’Europa dalla dominazione francese attraverso le Guerre di Liberazione. Con il monumento ha inizio anche la storia del parco, che fu allestito solo 73 anni dopo.

Nel 1888, l’imperatore Federico III decise di onorare il monumento con un’ambientazione adeguata. Il parco è stato chiamato così in onore della moglie inglese Vittoria.

Una caratteristica del Viktoriapark è la cascata artificiale alta 24 metri che è una copia della Hainfall che si trova sui Monti dei Giganti, situati tra la Polonia e la Repubblica Ceca, un tempo meta di vacanza dell’aristocrazia berlinese.

 

Viktoriapark Kreuzberg

 

Osteria n. 1

“Due spaghetti alla carbonara con degli italiani inevitabilmente veneti all’Osteria n. 1 in Kreuzbergstraße, sembra di essere in una taverna della sinistra italiana, tovaglie, bicchieri di rosso, si urla, si beve, si fuma, ordiniamo molto pane per integrare il costo della pasta, lasciando piatti lindi, perfetti. Non ci vedremo più.” (da “Nessuna voce dentro”)

L’Osteria n. 1 è ancora in attività. Sicuramente però non è più il locale frequentato da Zamboni nel 1981.

L’ Osteria n. 1 era stata aperta da Vincenzo Salentino, un italiano arrivato a Berlino Ovest agli inizi ’70 per evitare il servizio militare in Italia e per lavorare alla AEG. Da subito coinvolto nell’atmosfera ribelle, dai collettivi che gestivano Kneipen (pub berlinesi) e dagli ambienti della sinistra berlinesi.

E proprio in questa atmosfera a Kreuzberg 61 aprì con degli amici l’Osteria n.1.

“Ma guadagnare soldi non era la cosa più importante. Volevamo un luogo di incontro” (Vincenzo Salentino – Kreuzberger Chronik). L’Osteria n.1 divenne presto nota in città, era il luogo di incontro di persone di sinistra e alternative, filosofi e artisti di ogni tipo.

 

Osteria N1 Kreuzberg

 

Spectrum – Oggi Clash

“Esco una sera con un americano verso lo Spectrum sulla Gneisenaustr., nella birreria cardine di una imprecisata alternativa, in una bolgia di occupanti, musica dal vivo, bicchieri e schiuma…”. (da “Nessuna voce dentro”)

Spectrum era una Kneipe (pub berlinese) gestita da un collettivo all’interno del Mehringhof, un complesso industriale di fine ‘800 che era stato acquistato nel 1979 da un gruppo di insegnanti della scuola per adulti (Sfe). L’idea era non solo di trasferire la scuola ma di creare un centro alternativo culturale e di attività varie organizzato in forma collettiva.

E questo era ed è il Mehringhof anche oggi. Al suo interno c’è sempre la scuola ma anche sedi di associazioni, la libereria Schwarze Risse, un teatro, un negozio di biciclette e nei locali dello Spectrum è attivo dal 1985 il Clash che è sempre una Kneipe alternativa con un ricco programma di concerti (in particolare di band punk) ed eventi.

Qui trovi il programma del Clash: calendario.

 

Clash Kreuzberg

 

SO36

“SO36 è anche il nome del locale dove bisogna andare, una gloria di questa Berlino.  Arrivo quasi subito a scoprirlo, giusto il tempo di leggere il nome Tuxedomoon su un manifesto.” (da “Nessuna voce dentro”)

S036 prende il nome da Kreuzberg 36 (codice postale in vigore fino al 1993) ed è oggi, quella che io definisco, una istituzione berlinese. Un locale che ha anche mantenuto un forte legame con il tessuto sociale e culturale del quartiere.

“Quello che il CBGB è stato per New York, il SO36 lo è ancora oggi per Berlino”, cosi’ lo definisce Wolfgang Müller, fondatore dei Tödliche Doris e uno dei protagonisti della scena underground di Berlino Ovest negli anni ’80, nel suo libro “Subkultur Westberlin 1979 – 1989”.

Originariamente un vecchio cinema, nel 1977 fu affittato da tre appassionati di musica rock e trasformato in una sala concerti. Il SO36 aprì le porte per la prima volta il 13 agosto 1978 con un “festival di costruzione del muro” che ironicamente commemorava la costruzione del Muro di Berlino il 13 agosto 1961.

Qui trovi il programma del SO36: calendario

 

SO36 Kreuzberg

 

Anhalter Bahnhof

“Una rovina augusta, il rottame aulico della più importante stazione ferroviaria del trapassato Impero Germanico III, l’accesso alla Berlino nazista per i treni del Sud. Resta eretta e pericolante solo la facciata anteriore, il frontone per l’entrata con i rosoni e le arcate  sopravvissute.” (da “Nessuna voce dentro”)

Ad Askanischer Platz si erge un imponente muro con archi a tutto sesto in mattoni. Fino a più di 70 anni fa, attraverso questo portico i viaggiatori entravano in un gigantesco atrio della stazione. È l’ultimo residuo della Anhalter Bahnhof, la stazione dei treni inaugurata nel 1880 e conosciuta come “la porta sul mondo”.

Sotto il regime nazionalsocialista, Anhalter Bahnhof si trasformò da luogo di desiderio a luogo di orrore. Come molte altre stazioni ferroviarie, fu il punto di partenza per le deportazioni verso i campi di concentramento e di sterminio a partire dal 1942. I vagoni speciali con i deportati venivano agganciati ai treni di linea per Dresda o Praga. Da lì, i treni proseguivano, ad esempio verso il campo di concentramento di Theresienstadt.

La divisione di Berlino portò alla chiusura del trasporto passeggeri nel 1952.

 

Anhalter Bahnhof

 

Da qui mi sposto in un altro quartiere che viene menzionato nel libro e che è confinante con Kreuzberg 61: Schöneberg.

Metropol

“Passo un paio di volte da Nollendorfplatz per annusare il Metropol, un locale di cui si parla, dove si fa colazione appena prima dell’alba sul finire della lunga notte nelle discoteche. Molto elegante, fin troppo sontuoso per me, luogo da modaioli nel quale non troverò l’energia per entrare da solo, troppo fuori portata per le mie finanze intellettuali.” (da “Nessuna voce dentro”)

L’imponente edificio nella Nollendorfplatz nel quartiere di Schöneberg risale al 1906. Inizialmente adibito a teatro e cinema, con il nome Theater am Nollendorfplatz, era considerato uno dei teatri più all’avanguardia durante la Repubblica di Weimar, sotto il direttore teatrale Erwin Piscator.

Il cinema fu chiuso nel 1977 e vi si trasferì per lungo tempo una discoteca. Alla fine degli anni ’80, il Metropol era una delle discoteche più famose di Berlino. I Depeche Mode avevano tenuto qui il primo concerto berlinese per il loro primo album “Speak & Spell” del 1981. Anche gli Human League, gli OMD, i Front 242, gli U2, i Sisters of Mercy, i Killing Joke, i Red Lorry Yellow Lorry e tanti altri hanno suonato al Metropol.

Negli anni ’90 poi cambia nome e diventa Goya una discoteca chic-yuppie. Nel 2019 il locale ha riaperto riprendendo il nome Metropol. Anche qui si tengono nuovamente concerti, ma l’atmosfera non è ovviamente quella degli anni ’80.

Qui trovi il programma del Metropol: calendario.

 

Metropol Berlin

 

Cafe Mitropa – Oggi Cafe M

“Da lì viene naturale allungarmi alla Winterfeldplatz, scoprendo le sue piacevolezze, e infilare la Golzstraße, dove è inevitabile imbattersi nel Cafe Mitropa.” (da “Nessuna voce dentro”)

Il Cafe Mitropa era stato aperto nel 1979 da alcuni studenti che progettarono un bar all’avanguardia per l’epoca, con il fascino di una gelateria italiana.

Mitropa era il nome della compagnia di vagoni ristorante della Reichsbahn della DDR. A seguito di proteste della Mitropa, il nome del locale fu cambiato in Cafe M e così si chiama tutt’ora.

Il Cafe Mitropa era diventato uno dei Kneipe della scena alternativa di Berlino Ovest e  frequentato da personaggi quali Wim Wenders, gli Einstürzende Neubauten, Malaria, Nick Cave e molti altri.

Oggi il Cafe M ha sicuramente mantenuto un aspetto fuori dal tempo, un locale di un’altra epoca in mezzo ad una miriade di locali più attuali. Sicuramente un passaggio potrà rievocare alcune atmosfere della Berlino di 30-40 anni fa.

 

Cafe Mitropa Berlino

 

ufaFabrik – CCCP live 1985

ufaFabrik è tutt’ora un centro culturale autogestito in cui si combinano abitare, lavoro, cultura, creatività e vita sociale.

L’attuale Centro Culturale Internazionale ufaFabrik Berlin nasce con una occupazione nel 1979.

A partire dal 1972 circa, era nata a Berlino Ovest una comune, che nel 1976 si era trasferita in una fabbrica a Schöneberg. Tuttavia, a causa delle numerose attività e dei membri, era stata presto necessaria una sede più grande. Il sito perfetto lo trovarono nel quartiere di Tempelhof.

Un complesso abbandonato dagli inizi degli anni ’70 in cui si trovavano i laboratori per la lavorazione delle pellicole con sviluppo, montaggio, copia e proiezione. Fino al 1927 apparteneva alla principale aziende cinematografica tedesca: UFA.

Qui trovi il programma dell’ufaFabrik: calendario.

E proprio all’ufaFabrik i CCCP hanno suonato nel 1985.

 

Lascia un commento





quattro × uno =