Ricostruire la capitale tedesca, dopo gli anni del Terzo Reich e la divisione tra Est ed Ovest, significava anche ridisegnare il suo profilo culturale in Europa e nel mondo, cercando di riportare quell’informe grumo di cantieri, squarci di bombe e mezzo secolo di dittature alle luci di inizio novecento, quando Berlino fu, per pochissimi anni, protagonista folgorante della scena artistica internazionale.

E allora perché non provare a rigiocare la carta dell’arte contemporanea? Distanziandosi da un passato a dir poco controverso, Berlino poteva diventare la capitale del presente assoluto, riciclando i suoi spazi informi e investendo nel futuro.

Quattro fattori hanno influito, secondo me, sul suo velocissimo rinascimento: la spesa pubblica che non ha mai lesinato sulla cultura, lo spirito nazionalistico dei tedeschi che hanno deciso di portare coraggiosamente le proprie collezioni nella capitale derelitta, gli affitti un tempo bassissimi che hanno attratto artisti da tutto il mondo e l’entusiasmo con cui l’occidente guardava alla metamorfosi di questa città, che, anche sotto il profilo artistico, si è distinta sulla scena internazionale per il suo inconfondibile stile: povera ma sexy!

 

12 indirizzi imperdibili per gli amanti dell’arte contemporanea a Berlino

A Berlino le gallerie di arte contemporanea si trovano principalmente in tre zone  distinte che corrispondono in fondo a tre fasi dell’evoluzione della città: intorno a Savignyplatz le gallerie storiche della (ex-) Berlino Ovest bene, dove si respira ancora un’aria chic d’altri tempi, nel Quartiere Ebraico tra Auguststrasse e Linienstrasse il  polo artistico sorto subito dopo la riunificazione, infine – pochi anni fa – la Potsdamerstrasse che è stata completamente trasformata proprio grazie all’audace insediamento di galleristi che hanno approfittato degli spazi dismessi di stamperie e garage.

In questa selezione mescolo spazi istituzionali con collezioni e gallerie private, privilegiando le strutture che anche da un punto di vista architettonico danno grandi soddisfazioni allo sguardo. Ex-fabbriche, ex-stazioni, ex-birrifici, ex-ospedali… sono diventati il palcoscenico perfetto per una Berlino tutta da reinventare.

Le gallerie private si possono visitare gratuitamente e in genere sono aperte solo nel pomeriggio da mercoledì in poi (ma potreste trovarle misteriosamente chiuse), nei musei e nelle collezione private si paga sempre un biglietto e in molti casi è necessario prenotarsi con anticipo.

Il mio consiglio è quello di controllare sempre online orari di apertura e attività in corso, perché questi spazi sono in continua evoluzione e chiudono sempre nelle fasi di allestimento (a volte per mesi interi).

 

Gropius Bau

 

Hamburger Bahnhof – Museum fuer Gegenwart

Mentre nel Kulturforum procedono i lavori per il nuovissimo Museo del XX Secolo, l’ex-stazione dei treni Hamburger Bahnhof – un po’ defilata rispetto ai tradizionali poli museali berlinesi – rimane la più importante sede istituzionale dedicata all’arte del presente.

Le collezioni – in gran parte lasciti di ricchi mecenati – partono dal secondo dopo guerra, con un’attenzione particolare all’arte americana (Andy Warhol, Rauschenberg, Cy Twombly) e ovviamente anche il mitico Joseph Beuys, ma il museo continua a investire nell’attualità, commissionando grandi istallazioni site specific per la sua hall ed esponendo artisti giovanissimi. Gli spazi sono smisurati e conservano ancora l’odore di catrame e officina che fa tanto industrial-chic.

Hamburger Bahnhof – Invalidenstrasse 50-51, 10557 (Hauptbahnhof)

 

Hamburger Bahnhof Museo

 

Gropius Bau

Questa palazzina, sontuosamente fuori luogo, spicca accanto alla desolazione della “Topografia del Terrore”. Inaugurata nel 1881 come museo per le arti applicate della casa reale, deve il suo look neo-rinascimentale al nipote del più celebre Walter Gropius (il fondatore del Bauhaus, che certo non avrebbe mai assecondato in quel modo i gusti pomposi degli Hohenzollern). Pesantemente danneggiata dalla seconda guerra mondiale, è stata più volte restaurata e ora ospita nei suoi spazi eleganti mostre d’arte e un bellissimo ristorante – bar. Attenzione: chiude il martedì!

Gropius Bau – Niederkirchnerstrasse 7, 10963 (nei pressi di Potsdamerplatz)

 

KW Institute for Contemporary Art

Negli anni novanta pochi avrebbero scommesso sul negletto quartiere ebraico di Berlino, sfregiato dalla guerra e “dimenticato” dall’amministrazione socialista. Sulla Auguststrasse sorgevano ancora le rovine di una ex-fabbrica di margarina (perché un tempo in queste vie si andava a lavorare non a sorseggiare prosecchini saltellando da vernissage in vernissage). Fu un gruppo di artisti a pensare di sfruttare questi spazi dimenticati per dare a Berlino un nuovo centro di produzione culturale. Oggi, è una delle sedi ufficiali della Biennale di arte contemporanea di Berlino e i suoi opening sono famosi per essere affollatissimi e festaioli (nonché gratis). Nel cortile interno un bel bar con giardino offre uno spazio perfetto per chi cerca un’oasi di pace durante le sue passeggiate in centro.

KW Institute – Auguststrasse 69, 10117 (Quartiere Ebraico)

 

KW Galleria Arte

 

KINDL – Zentrum fuer zeitgenoessische Kunst

Di birrifici in disuso Berlino è ricchissima (non che i tedeschi abbiano smesso di bere birra, semplicemente la città li ha fagocitati e ora la produzione industriale si è spostata). Nell’ex-fabbrica della Berliner Kindl, una vera cattedrale industriale, è stato aperto un centro di arte contemporanea che vale come scommessa per il rilancio di Neukoelln, non più quartiere periferico e residenziale, ma zona pulsante e viva della città al pari di Kreuzberg e Mitte. I soffitti alti più di venti metri consentono istallazioni mozzafiato e parimenti imperdibile è il bistrò Koening Otto, dove le sei gigantesche vasche per la cottura della birra danno l’impressione di stare mangiando nel laboratorio di uno scienziato steam-punk.

KINDL – Am Sudhaus 3, 12053 (Neukoelln)

 

Julia Stoschek Collection

Julia Stoschek, erede di una ricca famiglia industriale tedesca, colleziona principalmente video arte, e, dopo avere aperto uno spazio a Düsseldorf, si è forse sentita in dovere di “regalare” una parte dei suoi tesori anche alla capitale aprendovi la sua fondazione. Lo spazio scelto è quello dell’ex centro culturale ceco in DDR, affacciato sulla trafficata Leipzigerstrasse, con sofisticati interni anni 70, grandi vetrate e un vero cinema all’interno. Curiosità: prima di diventare un museo privato era stato trasformato in locale notturno, sintomatico dello stile di vita berlinese anni novanta!

Julia Stoschek – Leipzigerstrasse 60, 10117 (Mitte)

 

Galleria darte Julia Stoschek

 

Sammlung Boros

Ex-Bunker nazista, ex-deposito di banane durante la DDR, ex-techno club… la collezione Boros è la sintesi perfetta della storia di Berlino nel secolo breve. La famiglia Boros l’ha acquistato e coraggiosamente restaurato: si trattava di modificare le volumetrie di un edificio costruito con quintali di cemento armato per trasformare le stanzine che ospitavano i berlinesi (tremanti sotto le bombe prima, tremanti nell’estasi della musica poi) in spazi adatti a contenere una favolosa collezione di arte privata. Un tempo esclusivamente, assolutamente privata. Poi nel corso di una Biennale fu eccezionalmente aperta al pubblico e da allora è diventata una delle mete più esclusive per gli amanti del contemporaneo. Si visita solo su prenotazione e solo con una delle guide interne (in inglese o tedesco). Imperdibile anche solo per la sensazione di stare camminando attraverso la storia oscura di Berlino.

Sammlung Boros – Reinhardtstrasse 20, 10117 (Mitte, vicino alla Sbahn di Friedrichstrasse)

 

Bunker Sammlung Boros

 

Mercator Hoefe

Un tempo la centralissima Potsdamerstrasse finiva a ridosso del Muro, e se era stata una via elegante a inizio novecento, era poi diventata la periferia di Berlino Ovest. Per questo accanto a ville fin-de-siecle si trovano palazzoni, fabbriche, garage. I Mercator Hoefe ospitavano officine e stamperie e oggi sono invece la sede di boutique carissime, bar eleganti e soprattutto una raccolta di gallerie private eccezionali, tra cui la Esther Schipper, la Max Hetzler e la Galerie Judin. In un colpo solo si può visitare una location speciale (dove le mitragliate della seconda guerra mondiale si sposano con i murales poetici di Marina Zumi) ma soprattutto cogliere il top della proposta artistica berlinese. Continuando a passeggiare verso Tiergarten, imperdibili le gallerie Isabella Bortolozzi e Barbara Wien negli appartamenti che furono dei ricchi berlinesi anteguerra.

Mercator Hoefe – Potsdamerstrasse 77-87, 10785 (non lontano dalla Neue Nationalgalerie)

 

Sprüth Magers Galerie

Difficile scegliere tra le infinite proposte del Quartiere Ebraico di Berlino, e, se le sue gallerie non avessero orari e gestioni così imprevedibili, avrei sicuramente indicato l’ex Scuola delle fanciulle ebraiche di Auguststrasse (dove si può sempre fare un tentativo o si può andare a mangiare nei ristoranti a piano terra) per il suo design razionalista, firmato da Alexander Beer nel 1927, e le sale luminose che un tempo ospitavano le aule da disegno. Per andare sul sicuro propongo invece la galleria Sprüth Magers: nascosta in un anonimo palazzo davanti a Montbijou Park è in realtà uno spazio bellissimo, dove, di nuovo, i soffitti e le finestre altissimi permettono istallazioni di opere immense. La saletta al secondo piano invece ospita raccolte più intime. Come detto, è solo il punto di partenza per passeggiare attraverso un quartiere dove ogni vetrina, ogni cortiletto ospita una galleria d’arte.

Sprüth Magers – Oranienburgerstrasse 18, 10178 (Quartiere ebraico)

 

Koenig Galerie

L’ex chiesa brutalista di Saint Agnes è un po’ nascosta tra i caseggiati popolari di Kreuzberg, ma vale veramente la pena visitarla anche solo per ammirare i suoi rigorosi volumi di cemento. Disegnati per ospitare le funzioni religiose e le attività della comunità, oggi, con la loro limpida tranquillità, sono la cornice perfetta per le opere di una delle più belle gallerie private di Berlino. Per i suoi allestimenti quasi museali e il fatto di essere assolutamente gratuita è una delle più visitate della città e spesso la fila è degna dei migliori club berlinesi.

Koenig Galerie – Alexandrinenstrasse 118-121, 10969 (Kreuzberg)

 

Soma Art Space

Scendendo le scalette dimesse di questo palazzone di Kreuzberg 71 non ci si può certo aspettare di entrare in un sotterraneo così candido e vasto. Basta immaginarsi che fino a qualche tempo fa, prima di un incendio, era una palestra per trapezisti e funamboli. Ora invece un collettivo artistico guidato da una giovane curatrice coreana ha aperto il suo secondo spazio berlinese, con un’attenzione particolare per l’arte digitale, NFT, video-arte e installazioni. Vi si organizzano spesso performance e incontri con gli artisti. Una vera sorpresa!

Soma Art Space – Monumentenstrasse 24, 10965 (vicino a Viktoria Park)

 

Bethanien Kunstquartier

Da lontano, specie nelle buie giornate invernali, potrebbe sembrare un castello fiabesco, invece questo grande complesso di mattoncini arancioni era un tempo un ospedale. Oggi è diventato il principale centro di produzione artistica di Kreuzberg, dove atelier di artisti, sale prove, camere oscure, scuole di musica e teatro si accompagnano a mostre di fotografia, installazioni sonore, video e pittura. Ci sono tre spazi espositivi principali (uno nella ex cappella delle suore) ma spesso capita che gli artisti aprano i loro atelier al pubblico. Non lontano da lì si trova la Bethanien Kuenstlerhaus, sede delle residenze artistiche organizzate dall’istituzione berlinese: negli spazi espositivi sulla Kottbusserstrasse vengono presentati i lavori conclusivi degli artisti ospiti e, una volta all’anno, è possibile visitare gli atelier ai piani superiori.

Bethanien Kunstquartier – Mariannenplatz 2, 10997 (Kreuzberg)

 

 

Sammlung Hoffmann

Volutamente ho lasciato per ultimo lo spazio più intimo e speciale in cui “vivere” l’arte contemporanea a Berlino: la collezione della signora Hoffmann è infatti allestita in casa sua, in uno dei cortiletti più deliziosi e segreti del Quartiere Ebraico. Il sabato è possibile prenotare una visita guidata tra le sale di questo meraviglioso appartamento su due piani, in cui la signora vive immersa nella sua collezione. Ogni agosto chiude per ri-allestire le sue stanze con i lavori dei suoi artisti, sempre viventi, spesso proprio a Berlino, perché lei ama sceglierli vis-a-vis. Quando la vidi io, Katharina Grosse aveva appena sprayato tutta la cucina con i suoi colori più brillanti e mi rifilarono un bel paio di pattine per non rovinare i parquet antichi con i miei anfibi. La signora Hoffmann sorseggiava un caffè guardandoci sorniona mentre attraversavamo il suo sogno. Che stava diventando un po’ anche il nostro.

Sammlung Hoffmann – Sophienstrasse 21, 10178 (l’ingresso è nel secondo cortile, Quartiere ebraico)

 

Un tour in italiano per le gallerie d’arte di Berlino

Se poi il vostro tempo a Berlino è poco, e volete assaggiare un po’ della sua scena artistica sempre in fermento, potete contattarci e chiederci di preparare per voi una passeggiata speciale: una “gallery walk” in cui attraverseremo la città, visitando una selezione delle sue gallerie (al momento) più interessanti e usandole come spunto per raccontare la storia di Berlino da un prospettiva speciale e assolutamente non mainstream.

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