I cimiteri di Berlino luoghi verdi di ristoro e di memoria storica

Quando nel lontano 2008 mi trasferii definitivamente a Berlino, presi provvisoriamente casa da amici in una grande WG (Wohngemeinschaft, un appartamento condiviso, insomma!) al confine tra i quartieri di Kreuzberg e Neukölln.

Ricordo che durante una delle passeggiate esplorative mi imbattei nella Chiesa neogotica di Südstern e, proseguendo nella Bergmannstrasse, mi incuriosì un rigogliosissimo parco circondato da un muro di mattoni rossi e decisi di entrare per vederlo meglio.

La mia all’epoca scarsissima conoscenza del tedesco non mi consentí di capire che quel parco non era altro che il cimitero Friedrichswerderscher Friedhof, un complesso di quattro cimiteri congiunti che affacciano sulla Bergmannstrasse, ma da cui si puó uscire o entrare da ognuna delle vie che fanno da cornice.

Il parco del cimitero Dorotheenstaedtischen a Mitte

Ma continuai a camminare all’interno di quello che per me sembrava un bellissimo parco per qualche minuto, tra mamme con bimbi al seguito e coppie sedute sulle panchine, prima di incrociare quella che sembrava essere una vecchia pietra tombale, con tanti di fiori e ceri d’ordinanza.

La mia confusione iniziale in realtá rientró in fretta, vengo da Torino e una passeggiata nel cimitero monumentale la facevo ogni tanto anche nella mia cittá natale, ma certo mi stupí molto vedere che questa “consuetudine” fosse qui condivisa da moltissime persone!

Negli anni successivi, chiacchierando con le mie amicizie tedesche, ho capito che quello stupore era uno dei tanti momenti di confronto culturale che avrei poi affrontato negli anni: a Berlino una passeggiata nei cimiteri è equivalente a una passaggiata nel parco, certo con l’osservanza di alcune regole (niente biciclette, niente tornei di calcetto né musica) dove il rapporto con questi luoghi non ha nulla a che vedere con la superstizione e con la classica divisione tra luoghi della vita e luoghi della morte a cui siamo abituati in Italia.

Tanto che non è assolutamente inusuale vedere all’ingresso dei Friedhöfe (cosí di chiamano in tedesco), un piccolo caffé dove potersi sedere e sorseggiare una bevanda calda o fredda, a seconda della stagione.

Credo di non sbagliarmi a dire che molte persone, se hanno fatto un viaggio a Parigi, non hanno mancato una visita al cimitero di Père Lachaise, sia per la sua notorietà sia per tutte le celebrità che hanno scelto di farsi ricordare lì.

Berlino ha il suo Père Lachaise diffuso su tutto il territorio cittadino, con in più inclusa la sua complessa storia secolare, perfettamente contenuta e raccontanta anche attraverso le sue aree cimiteriali.

Oggi perciò ti invito a fare un giro nei miei cimiteri preferiti, che non sono né i più importanti né gli indispensabili, ma semplicemente quelli che mi capita di visitare più frequentemente, perché vicini a casa, perché piacciono anche alle mie amicizie o perché hanno una speciale atmosfera, spesso connessa con le personalità che vi sono sepolte!

DOROTHEENSTÄDTISCHER FRIEDHOF

La lapide di Bertolt Brecht nel cimitero Dorotheenstaedtischen a Mitte

Comincio questa piccola rassegna personale da quelli per me più affascinanti storicamente, quindi non posso non menzionare il Dorotheenstädtischer Friedhof, anche solo perché professionalmente vengo dal teatro e qui c’è la tomba memoriale di uno dei miei autori e teorici preferiti: Berthold Brecht.

Questo cimitero è davvero una piccola oasi di serenità nel bel mezzo della città, a pochi passi dalla fermata della metropolitana U6 “Naturkundenmuseum”, in un’area del quartiere di Mitte che è stata profondamente ristrutturata, quando non completamente ricostruita, poco lontano dal confine del Muro che ha diviso la città fino al 1989.

Il cimitero venne fondato nel 1763/64, destinato alla popolazione piú povera della città, pochi anni dopo verrà adottato dalla comunitá francese degli Ugonotti e successivamente diverrà luogo di sepoltura per numerosissimi artisti, filosofi, architetti che hanno segnato la storia culturale della Germania.

Come molti luoghi di Berlino, anche questo cimitero fu duramente lacerato dai bombardamenti del II conflitto mondiale, richiedendo in fasi successive numerose ristrutturazioni.

La più interessante e recente è quella relativa alla Trauerkapelle, che sarà ristrutturata anche con il contributo di James Turrell, famoso e celebrato artista che creerà una delle sue rinomate installazioni luminose, visitabili a richiesta.

Vi consiglio di includere questa tappa nel vostro viaggio a Berlino, a pochi minuti trovate il memoriale del Muro di Berlino della Barnauerstrasse e per gli appassionati anche il Museo di Scienze naturali Naturkundenmuseum, quindi molte buone ragioni per passare in questa area e prendervi una pausa di riflessione in questo cimitero, dove potrete sedervi accanto a Berthold Brecht, Christa Wolf e Friedrich Hegel in cerca di ispirazione!

INVALIDENFRIEDHOFCimitero di Invalidenstrasse particolare

Questo luogo contiene al suo interno 200 anni di storia berlinese e tedesca, in ognuno dei suoi complicati cambiamenti e terribili eventi.

Aperto il 15 novembre del 1748 per volontà di Federico II, fu destinato ad accogliere le spoglie dei soldati dell’esercito prussiano mutilati durante le due guerre di Slesia, i quali furono prima ricoverati nell’ospedale presente proprio sulla stessa area e, quando deceduti, seppelliti in questo nuovo spazio a loro dedicato, che si allargherà negli anni successivi.

Numerose sono le personalità dell’esercito prussiano che furono seppellite qui (alcune delle loro tombe sono ancora presenti), tra le più antiche potrete vedere 6 sarcofaghi conservati, datati tra il 1774 e il 1790.

In alcuni casi furono anche realizzate da importanti architetti loro contemporanei, quali Karl Friedrich Schinkel, Friedrich August Stüler, Christian Daniel Rauch und Christian Friedrich Tieck.

Un esempio artisticamente interessante (e storicamente inquietante) intorno alla quale mi capita spesso di fermarmi, è la tomba monumentale del Generale Gerhard von Scharnhorst e altri membri della sua famiglia, una tomba monumentale realizzata da Schinkel e Tieck e presente nel cimitero dal 1834.

Inquitante è la vicenda legata alla figura del gerarca nazista Reinhard Heydrich, il cui nome è associato alla tragica Conferenza di Wannsee del 1942, dove sotto la sua direzione venne decisa la “soluzione finale”, ovvero in genocidio sistematico della comunità ebraica europea.

La sua morte, avvenuta nello stesso anno dopo un attentato, fu seguita da une delle più pesanti rappresaglie dell’apparato nazista, con l’uccisione nelle cittadine di Lidice e Ležáky di 3.188 persone, collegate secondo il Reich in qualche maniera con l’attentato.

Pare che le spoglie di Heydrich furono seppellite proprio qui, insieme a quelle di un altro criminale nazista, il generale Fritz Todt, in tombe poco lontane da quella di Emanuel von Tauentzien, unica ancora presente nel cimitero.

Le due tombe dei gerarchi nazisti in effetti furono a quanto pare anonimizzate dopo la guerra, in qualche maniera dimenticate dalle vicende politiche e sociali successive, ma a quanto pare la storia non si conclude cosí facilmente: nel dicembre del 2019 ignoti sono entrati nel cimitero e hanno divelto un paio di tombe anonime, pare proprio con l’intento di verificare (o far sparire definitivamente) i resti di Heydrich.

La storia rimane un mistero, ma fa parte dei tanti irrisolti nella vicenda post nazionalsocialista del dopoguerra, che ancora oggi fa discutere.

Cimitero di Inavlidenstrasse, parte dedicata in memoria al Muro di Berlino

In questo luogo troverete anche un pezzo del Muro orientale di Berlino, che affacciava proprio sul canale che lo costeggia, in memoria della divisione che colpì anche il cimitero, chiuso per molto tempo in quanto parte della zona di controllo del confine.

Oltre a essere stato testimone di un tentativo di fuga, quello di Günter Liftin, finito in tragedia proprio 100 metri da dove oggi si trova il piccolo memoriale.

Come potete vedere, un piccolo pezzo di storia raccontato in uno dei più antichi cimiteri della cittá.

Friedhöfen am Halleschen Tor

La lapide dedicata al famoso architetto prussiano Knobelsdorff nel cimitero di Mehringdamm

Mi sposto un po’ più vicino a casa, il cimitero di Hallescher Tor si trova nel quartiere di Kreuzberg, in realtà racchiude al suo interno 5 diversi cimiteri, con nomi diversi : Jerusalem und Neue Kirche I, Jerusalem II, Jerusalem III, Dreifaltigkeit I, Bethlehem I e Böhmischer Gottesacker der Brüdergemeine, nomi che fanno riferimento ad allargamenti e modificazioni che si sono succedute tra il 1735 e il 1889, senza contare le ristrutturazioni rese necessarie dai danni della guerra, che si sono protratti fino all’inizio degli anni 70.

Questo luogo ha un fascino raro, specialmente durante una delle immancabili piogge berlinesi, racchiude al suo interno numerose tombe di personalità importanti ed è forse, tra tutti i cimiteri di cui vi racconto, quello meno simile ad un parco, per la grande quantità di tombe molto vicine le une alle altre.

Tra gli highlights di questo luogo non potete mancare di visitare la tomba della famiglia Meldelssohn, i banchieri e collezionisti d’arte, Felix Mendelssohn Bartholdy, il musicista e compositore, ma due dei miei posti preferiti sono senza dubbio il mausoleo dedicato a Carl Gotthard e suo figlio Carl Ferdinand Langhans, due architetti che lavorarono per la monarchia prussiana, Il padre Carl Gotthard é famoso, tra le altre opere, per la famosa Porta di Brandeburgo.

Altra tappa fondamentale nelle quiete passeggiate all’interno di questo cimitero è senz’altro la tomba, decisamente meno appariscente di altre, dell’architetto Georg Wenzeslaus von Knobelsdorff, uno dei più autorevoli della storia prussiana insieme a Schinkel, perché autore di opere straordinarie qui a Berlino: il Teatro dell’Opera o Stattsoper Unter den Linden, la Cattedrale di Sant’Edvige e il Sansouci di Potsdam, residenza di Federico II il Grande.

Certamente un personaggio la cui storia merita di essere raccontata, tra le poche luci e le mille ombre della monarchia prussiana.

Venite a Berlino, ve ne racconterò i dettagli!

Saint Jakobi e Jerusalem V Friedhöfe

Il cimitero Jerusalem V a Neukölln

Prima di andare a casa non posso evitare di fare un giro nei miei due parchi cimiteriali che sono uso frequentare più spesso, il Saint Jakobi e il Jerusalem V.

Sono entrambi situati nel quartiere di Neukölln, oggi una delle aree più trendy, popolate e purtroppo anche in costante crescita dei prezzi, in particola modo immobiliari.

Il Jerusalem V è un cimitero realizzato tra il 1870 e 1872, è uno spazio molto ampio, come altri riunisce in realtà altri cimiteri, tra cui il Saint Thomas e il Saint Michael, oltre al cimitero Alevita finalmente realizzato dopo molti anni, prima ad Amburgo e poi anche a Berlino, dove la comunità turco-alevita conta piú di 70000 persone.

È un luogo quindi molto prezioso per una larga parte della comunità berlinese, cosi come lo è anche per la storia legata alla città in uno dei suoi momenti più tristi e violenti, il nazionalsocialismo: all’interno del cimitero, subito all’ingresso, troverete infatti un piccolo memoriale e centro di documentazione legato alla terribile vicenda dei “lavoratori schiavi”, prigionieri di guerra durante il nazismo che dovevano lavorare per la città in regime appunto di schiavitú.

Una vicenda terribile, non unica nella storia del Nazismo, ma che pose e ancora pone enormi interrogativi etici sul tema della consapevolezza della società tedesca intorno ai campi di lavoro e sterminio.

Superato questo difficile amaro boccone che la storia memoriale berlinese ci offre, possiamo abbandonarci ad una passeggiata nel silenzio irreale di questo luogo, dove alberi altissimi guidano il nostro sguardo e dove rade tombe si accompagnano a fiori, siepi e panchine dove potersi sedere.

Ancora un angolo di storia però ci attende, in fondo la cimitero: un grande prato dove sono disseminate in buon ordine piccole pietre tombali tutte uguali, che appena affiorano dal terreno erboso intorno alle quali bisogna camminare per riuscire a leggerne gli epitaffi.

Molti dei nomi sono evidentemente tedeschi, le date di morte prevalentemente intorno al 1943, 1944, 1945, certamente vittime della guerra in corso, sia come civili che molto probabilmente, come soldati. Quindi nazisti, verrebbe da chiedersi. Domanda a cui è difficile rispondere con sicurezza.

Esco dal cimitero pieno di domande e mi sposto, attraversando la trafficata Hermannstrasse, dall’ altro lato della strada per chiudere la mia passeggiata con un po’ di speranza e creativitá!

Parole strane, pensando che mi sto dirigendo in un cimitero, ma come vi ho detto all’inizio Berlino sa essere speciale anche in questo!

Il cimitero di St. Jakobi è in realtà noto a Berlino con un altro nome: Prinzessinnengärten.

Orto urbano nel cimitero di St. Jakobi a Neukölln

Qui nel 2019 l’associazione del Prinzessinnengärten di Kreuzberg decide di aprire, proprio all’interno dell’area cimiteriale, un nuovo giardino collettivo urbano, come già lo era il primo progetto, iniziato nel 2009.

L’associazione si occupa di diverse attività in relazione con l’ecologia, la diffusione degli orti urbani nella città, l’educazione dei giovani e meno giovani alla diminuzione dell’impatto ambientale e al consumo consapevole, fino alla vera e propria costruzione e mantenimento di orti autocostruiti!

Insomma, un’operazione di notevole interesse, che ha favorito il recupero dell’area cimiteriale, la sua valorizzazione, la creazione di posti di lavoro etici e anche, grazie alla costruzione di un bar autocostruito, anche di un punto di ritrovo disponibile a tutt* a prezzi bassi, che aiutano a sostenere l’associazione.

All’interno del cimitero troverete certamente anche delle tombe, accanto (ma non insieme!) alle aree per la coltivazione dei vari lotti di orti, a aree per rilassarsi, spazi dove le famiglie con i loro bambini possono giovare in sicurezza e addirittura degli spazi più ampi che possono essere dedicati, nella bella stagione, a eventi culturali aperti a tutte le persone interessate.

Un progetto come questo non è passato inosservato neanche a grandi riviste internazionali, tanto che nel 2019 Domus scrisse un articolo che trovate qui, buona lettura!

Il mio giro finisce qui e mi dirigo verso casa, pensando però che ancora molti cimiteri berlinesi meritano una visita, sia per le vicende storiche che raccontano, come per esempio il Memoriale dei Socialisti nel cimitero di Friedrichsfelde, il cimitero ebraico di Weissensee, uno dei più gandi d’Europa o l’affascinante Grunewald-Forst, noto anche come il cimitero dei suicidi, dove i fan di Christa Päffgen meglio nota come Nico, vanno a celebrarne la memoria

Testo e Foto Davide Di Palo

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