La prima casa a Berlino liberata nel 1945

La prima casa a Berlino liberata nel 1945

IL MEMORIALE DELLA LIBERAZIONE DI BERLINO

Berlino è piena di testimonianze storiche e non sempre sono nella zona turistica. Anzi: a volte bisogna attraversare la città e andare i quartieri apparentemente meno significativi. La fortuna di vivere a Berlino è anche quella di perdere la cognizione di centro e periferia, fondamentalmente qui non esistono nel senso che si dà loro generalmente. C’è un memoriale che si trova solo soletto in una zona di Marzahn dove prevale un paesaggio fatto di stradoni e file di Plattenbauten (edifici residenziali prefabbricati della DDR) e nient’altro. In mezzo a questa „pampa berlinese“, una piccola casa rossa del ‘900 sembra una stonatura, quasi piovuta dal cielo. Uno stridente contrasto ma questa casa esisteva ben prima dei Plattenbauten ed è il memoriale che ricorda la liberazione di Berlino dal nazifascismo.

Cosa vedere a Berlino

UN PEZZO DI STORIA CHE RISCHIA DI SPARIRE

La leggenda vuole che mentre Adolf Hitler aveva appena festeggiato il suo compleanno nel bunker, l’Armata Rossa il 21 aprile 1945 entrava a Berlino e il primo edificio ad essere liberato fu proprio questo in Landsberger Allee 563!

In realtà non ci sono documentazione storiche che affermano che questa sia stata la prima casa su cui è venne issata la bandiera rossa, ma è probabile perché allora si trovava al confine della città.

Dal 1980 su una delle facciate si trova un murales ad opera dell’artista Otto Schack che ricorda appunto questa data storica e con scritte in cirillico: „Pobeda“ (Vittoria) e „na Berlin“ (a Berlino), così come potete vedere dalle foto.

Cosa vedere a BerlinoOggi questo memoriale rischia di scomparire dal paesaggio berlinese per noncuranza e disinteresse della amministrazione di distretto e quella della città. Il memoriale sta andando in rovina e ha bisogno di restauro, fino ad ora però non si è manifestata alcuna volontà di prendersene cura, anzi al limite si è sentito parlare di venderlo.

Cosa vedere a BerlinoUn peccato sia per l’immobile e il suo valore storico, sia per la modalità tutta politica (ovvero ideologica) con cui anche qui si tratta la materia storica (e non solo quella) per cui alcune cose sono da tenere per la memoria e altre possono anche scomparire perché in un certo senso scomode. Mi auguro che la casa resti sia per il valore storico e sia per quel contrasto che rappresenta nella zona circondata dai palazzoni della DDR. Contrasto che identifico molto con Berlino. Da andare a vedere finché ci sarà e scoprirete anche un altro volto di Berlino, assolutamente interessante.

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