Alexanderplatz il centro della città socialista tedesca

Nel 2019 ha compiuto 50 anni e sembra portarli molto bene: è il Fernsehturm di Berlino, la torre della televisione, uno dei simboli più noti della capitale tedesca.

Hotspot imperdibile per viaggiatori e nuovi arrivati nella città, lasciò anche me a bocca aperta quando, nel lontano 2005, per la prima volta uscendo dalla fermata della metropolitana me la trovai davanti, avvolta per metà dalle basse nuvole berlinesi di ottobre.

La Torre della TV berlinese faceva parte di un progetto molto più ampio, ideato nel 1964, quando viene indetto un concorso pubblico per il rinnovamento complessivo della Alexanderplatz, scelta come baricentro del nuovo “complesso socialista” nel centro della capitale della ex DDR (Deutsche Demokratische Republik, da noi meglio nota come Germania Est).

Panorama di Alexanderplatz con la Torre della Televisione

Foto  Viesturs Davidčuks

Il concorso viene vinto dal progetto di Peter Schweizer, che sarà direttore dei lavori, in collaborazione con Dorothea Tscheschner, Dieter Schulze e Erwin Schultz.

Il progetto prevedeva la trasformazione dell’intera area in una zona pedonale, spazi di incontro, la creazione di nuovi tunnel per le metropolitane, un passaggio sotterraneo per le auto e la costruzione di una serie di edifici destinati a uso pubblico.

A questo si uniscono due ambiziosi progetti: l’hotel oggi noto come Park Inn e la Torre della Televisione.

Il progetto costosissimo richiederà alcuni anni di lavoro, iniziando nel 1966 con l’abbattimento dei pochi edifici sopravvissuti ai bombardamenti del secondo conflitto mondiale, trasformando l’intera area che va dal Duomo di Berlino fino alla attuale Strausberger Platz in un enorme cantiere.

Ma veniamo alle curiosità storiche che voglio condividere con voi, partendo da una delle domande che più spesso mi vengono rivolte durante i tours!

Perché fu scelta una torre e perché così “strana”?

Torre della Televisione Berlino

Per rispondere a questa domanda occorre fare un paio di passi indietro, provando a collocarci in un’epoca in cui molte delle decisioni prese, in tutti gli ambiti della società, compresa l’urbanistica, erano dettate dalla Guerra Fredda, cioè dal confronto durissimo tra gli stati che aderirono al patto di Varsavia, alleati con l’ex Unione Sovietica e gli stati che avevano aderito alla Nato.

Berlino finisce per farne le spese forse più di altre città in Europa, proprio per la sua appartenenza a entrambi i blocchi, seppur dal 1961 divisa dal muro che di fatto la divide in due città distinte.

Berlino vedrà quindi non solo il duro confronto politico, ma anche una trasformazione continua legata alla competizione dei due blocchi nella realizzazione di complessi architettonici che dovevano dimostrare simbolicamente chi fosse il migliore:

l’Hansaviertel ad Ovest e la Karl-Marx-Allee ad est, lo Springer-Hochhaus ad Ovest e il complesso della Leipziger Straße ad est, la Mehringplatz e la Fischerinsel, Gropiusstadt e Marzahn o il centro congressi ICC e il Palast der Republik.

Capirete bene che la città negli anni della divisione ha cambiato faccia in modo importante, rendendola architettonicamente una città giovanissima, con poche reminiscenze del tempo precedente alla guerra.

Una torre fu anche progettata dalla Berlino Ovest, in realtà, ma il progetto fallì miseramente, lasciando alla leadership della Berlino Est un’occasione per chiudere la partita.

Molti in realtà non sanno che la torre berlinese non è la prima torre costruita in Germania, la prima torre fu costruita a Stoccarda (in Germania Ovest) tra il 1954 e il 1956. Anzi per essere precisi, questa fu la prima torre di questo genere al mondo, con una onorevole altezza di 217 metri, antenna compresa.

Qui i progettisti berlinesi decidono che una nuova torre, più alta e imponente, sarebbe stata un doppio smacco, sia per ribadire il fallimento del governo occidentale, sia per stabilire un primato anche a livello mondiale.

La scelta estetica fu dettata da un’altra competizione politico-simbolica in corso prevalentemente tra Unione Sovietica e Stati Uniti: quella dei viaggi spaziali.

La torre quindi prende un disegno avveniristico, quasi un missile e nave spaziale che si protende al centro della capitale della Germania Est.

La Torre della Televisione era un progetto già esistente, seppur diverso.

Vista panoramica con vista sulla Torre della Televisione

Foto Pierluigi Colombini

La necessità di una torre di ripetizione radio-televisiva emerge già nel 1952, quando la Germania Est riceve, durante la Conferenza della Organizzazione internazionale della radiodiffusione e della televisione solo due frequenze di diffusione, che rendevano la situazione molto complicata, senza un’adeguata capacità di trasmissione.

Per questo verrà consultato l’architetto Hermann Henselmann, nello stesso anno, per la preparazione di un progetto di costruzione di una torre con antenna di diffusione nel punto più alto disponibile nell’area berlinese.

Verranno individuate due locations: la collina di Müggelbergen, che verrà poi bocciata perché troppo vicina all’aeroporto di Tempelhof e per questo verrà proposta la collina del Volkspark Friedrichshain, ritenuta però troppo fragile per sostenere un progetto così strutturalmente importante.

Il progetto viene archiviato per alcuni anni, ma la necessità di una torre però continua ad essere una urgenza.

Verrà recuperato proprio durante la revisione completa della Alexanderplatz, inserendo la torre non solo con la sua funzionalità, ma anche come valore simbolico della capitale.

Dopo più di 12 anni dalla prima idea, finalmente la torre della televisione inizia a diventare una realtà.

La Torre della TV berlinese è in realtà un progetto “internazionale”

Particolare della Torre della Televisione

Foto Pierluigi Colombini

Ebbene sì, il progetto della Alexanderplatz vedeva ai posti di manovra ovviamente architetti tedeschi, perlomeno nel primo progetto.

Ma poi le cose cominciano a cambiare un poco e, soprattutto per la Torre della Televisione, la Germania Est decide di fare le cose in grande, contattando i migliori costruttori e progettisti in specifici ambiti, che potessero rendere questa realizzazione assolutamente all’avanguardia.

Per questo, accanto alle migliori aziende della DDR si affiancheranno prodotti e competenze provenienti sia dalla Germania Ovest, sia da altri paesi: l’acciaio Nirosta, acronimo di “nichtrostender Stahl”, cioè acciaio antiruggine verrà importato dalla Germania Ovest, i vetri dal Belgio, l’impianto di aria condizionata e i 3 impressionanti ascensori (due per il pubblico e uno di servizio) provengono dalla Svezia.

Persino l’ultra moderno Computer IBM 360/40 fu importato addirittura dagli USA.

Un lavoro molto complesso, della durata di 53 mesi, che consentiranno all’allora presidente della DDR Ulbricht di tagliare ufficialmente il nastro all’ingresso della Torre il 3 ottobre del 1969.

La Torre della TV di Berlino è oggi uno dei luoghi più visitati e certamente una delle più interessanti opere degli anni della guerra fredda: i 368 metri di altezza, un panorama mozzafiato sulla città, con un ristorante che lentamente ruota impercettibilmente intorno all’asse della torre, consentendo ai visitatori di godere il panorama berlinese a 360 gradi sono ancora una attrazione inevitabile e la sua storia certamente è certamente intrecciata con le vicende politiche e sociali di un’Europa e una Berlino oggi certamente molto diverse!

Se capiterete a Berlino, non mancate di fare un giro almeno sulla piattaforma panoramica, i prezzi non sono esattamente economici ma l’esperienza non vi lascerà indifferenti.

Soprattutto se avrete l’accortezza di scegliere una giornata di sole, perché se la torre ha la testa tra le nuvole, da lassù purtroppo non vedrete niente!

E una nota interessante: la città di Berlino e la direzione della Torre hanno deciso di unirsi ad una mostra di fotografia internazionale organizzata da “Magnicity.com” e chiamata “New Beginning” realizzata per raccontare la vita di 4 metropoli nel mondo (Berlino, Parigi, Rotterdam e Chicago) durante il periodo del COVID19, nella speranza di veder ritornare la vita nelle città, magari più a misura umana e rispettosa dell’ambiente e, soprattutto, per raccogliere fondi per progetti di solidarietà.

Se vi ho incuriosito, date un’occhiata all’intero progetto qui!

Per visitare la Torre della Televisione: link

Testo di Davide Di Palo

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