Gli incontri casuali a Berlino sono sempre appassionanti scoperte

Ho conosciuto Charlotte casualmente in internet, ero alla ricerca di un paio di foto del museo “Zimmermeister Brunzel baut ein Miethaus”  e ho trovato il suo blog su Berlino: Fortsetzung Berlin.

Una piacevole sorpresa! Un blog che racconta di Berlino attraverso i tantissimi luoghi che di solito sono ignorati a favore di una descrizione della città molto piatta e sbrigativa fatta per il mercato turistico. Quello che io chiamo un “blog onesto”.Ho quindi trovato una connessione fra questo blog e quello che mi ero proposta di fare quando anni fa ho iniziato l’attività’ di guida con Berlin Kombinat Tours.

Tipiche ville del quartiere di Zehlendorf a ovest di Berlino

Come spesso mi è accaduto a Berlino, grazie ad incontri fortuiti, ho conosciuto persone che sono “testimoni di epoche”, attraverso le loro biografie c’è la storia recente di Berlino a partire dal dopo guerra in poi.

Ogni vissuto è un tassello di questa storia.

Ciò che mi affascina sono proprio i racconti di vita delle “persone comuni” (lo metto fra virgolette perché non amo l’aggettivo “comune”, ogni persona non per niente “comune”) che trovo importanti tanto quanto quelli dei “grandi personaggi”.

Charlotte tedesca dell’ovest e dai primi anni ’90 berlinese, ha conosciuto il periodo in cui esistevano due Stati con lo stesso nome ma completamente diversi, ha visto le due Berlino divise dal muro, ha vissuto nella Berlino a ridosso della riunificazione e i radicali cambiamenti che caratterizzano la metropoli attuale.

La sua conoscenza di Berlino, della sua storia, dei quartieri, le piazze e gli angoli è frutto di una grande passione che traspare proprio nel suo blog. Consiglio di consultarlo, se non conosci il tedesco, puoi sempre utilizzare uno dei tanti traduttori che trovi in internet.

Nell’intervista c’e’ l’esperienza personale di Charlotte e il suo punto di vista.

Berlino ovest vista dai tedeschi dell’ovest

Charlotte, tu sei originaria del sud della Germania. Come era la reputazione di Berlino ovest nella Repubblica Federale Tedesca (N.d.A – acronimo tedesco BRD) negli anni prima della caduta del Muro? Stavi già pensando di trasferirsi a Berlino Ovest allora?

Berlino ovest nel 1981, giovani del movimento case occupateovani

Foto Tom Ordelman CC BY-SA 3.0

Berlino Ovest era la „città diversa“ della Germania – in realtà BRD, ma all’epoca la chiamavamo comunque Germania e non Repubblica Federale Tedesca. Naturalmente c’era la consapevolezza che la Repubblica Democratica Tedesca (N.d.A. – acronimo tedesco DDR) esistesse, ma all’epoca, ai miei occhi di adolescente, era come se non fosse parte della realtà. Mia sorella viveva a Berlino (N.d.A – Berlino ovest) dal 1988, ma per me e il mio giro di amicizie quando pensavamo in quale città andare all’università, pensavamo a Amburgo, Colonia, Münster, Gottinga, Brema, Friburgo, Tubinga e non Berlino Ovest.

Berlino (ovest) era più un posto per outsider, artisti, edonisti. Berlino aveva una attratività semi-magica – c’erano gli alternativi e gli artisti come pure i berlinesi più anziani con la loro mentalità piccolo borghese. All’epoca il viaggio per arrivare a Berlino era estenuante per via dei controlli alla frontiera. In genere si viaggiava in auto o in treno mentre l’aereo negli anni ’80 era ancora troppo costoso.

A Berlino mia sorella stava facendo uno stage in teatro, cosa che ci stava bene con il tipo di città. Io invece volevo sudiare studiare politica e altre università avevano una reputazione migliore di quella berlinese.

Berlino est e Berlino ovest ai tempi del muro

– Sei andata all’epoca a Berlino Ovest? Ed anche a Berlino Est?

Sono stata a Berlino per la prima volta nel gennaio 1990 con due amici. Mia sorella viveva a Charlottenburg nella Schillerstraße in un monolocale nel cortile interno del palazzo.

Il bagno era esterno sul pianerottolo e per fare la doccia in genere andavamo alla piscina in Krummen Straße. Alla fine degli anni ’80 gli appartamenti non ristrutturati non si trovavano solo a Berlino est.

Sono stata lì per una settimana e naturalmente ho fatto un giro anche a Berlino est. Il cliché era vero – era tutto grigio e le case non ristrutturate avevano ancora i fori di proiettile della seconda guerra mondiale.

Eppure, io trovavo questa parte di Berlino affascinante, perché era tutto così diverso da cio’ a cui ero abituata. Più tranquilla, molto meno frenetica di Berlino ovest.

Mi era sembrata più scarna ed essenziale. Fra le cose che abbiamo fatto a Berlino est durante quel giorno di visita mi ricordo di essere andati a mangiare nel Palast der Republik (N.d.A- sede del parlamento della DDR e demolito nel 2008) ma il cibo non mi era sembrato granchè.

Ho anche comprato tanti libri, si trovavano edizioni pregiate per pochi soldi.

Berlino ovest mi affascinava, questa sensazione di libertà, le persone diverse, spesso molto appariscenti e la tolleranza con cui persone così diverse fra loro conviveno nello stesso spazio. Questa “Nonchalance berlinese” in cui ognuno fa le sue cose senza essere giudicato.

In generale nel gennaio 1990 c’era un’atmosfera totalmente positiva in città – l’euforia della caduta del muro si poteva ancora sentire ovunque.

La caduta del muro

– Quando il 9 novembre 1989 cadde il muro, quale fu la tua reazione e come era l’umore nella BRD?

Vista sul muro di Berlino nel 1990

Foto Dietmar Rabich / Wikimedia Commons / “Berlin, Berliner Mauer — um 1990 — 5” / CC BY-SA 4.0

Il 9 novembre 1989 era un giovedì. La sera ero ancora in viaggio con gli amici e quando arrivai verso le 23:00 a casa, mia madre e il mio patrigno erano seduti davanti alla televisione.

Il mio patrigno è nato a Berlino nel 1944, ma si era trasferito nella Germania Ovest negli anni ’70 con sua moglie e sua figlia. Si era seduto a piangere davanti alla TV, per cui tutto era ancora più emozionante.

Andò anche a Berlino qualche giorno dopo, sua madre e quasi tutti i suoi parenti vivevano ancora lì.

Non ricordo perché io e mia madre non fossimo andate, decisione totalmente stupida!

Forse il motivo era che c’era anche un po’ di timore nel caso fossero intervenuti i sovietici e quindi rischiare di rimanere bloccati a Berlino ovest. Ma non lo so più il perché decidemmo di non andare.

Frequentavo un corso avanzato di storia alle superiori che era di 5 ore alla settimana e naturalmente avevamo parlato nelle settimane prima del 9 novembre di ciò che stava accadendo nella DDR, le Montagsdemo (N.d.A – le manifestazioni di protesta che si svolgevano ogni lunedì nella Germania dell’est), le fughe attraverso l’Ungheria e l’ambasciata di Praga, poi le dimissioni di Honecker (N.d.A- segrettario generale del partito di unità socialista, SED) il 18 ottobre 1989.

Però non ci si aspettava che la DDR potesse crollare così facilmente e nemmeno che a breve sarebbe sparito il muro.

Il mio insegnante di storia veniva dalla Prussia orientale, da bambino era fuggito con i suoi genitori dai russi, anche lui era molto commosso per la caduta del muro il 9 novembre.

Il giorno dopo a scuola abbiamo discusso tutto il giorno di ciò che era accaduto la sera prima e di ciò che da qui in avanti sarebbe potuto succedere. Quello che nessuno sapeva, e che solo gradualmente divenne chiaro, era quanto la DDR fosse economicamente a pezzi e come si fosse mantenuta in vita solo con i prestiti dell’Occidente.

Fondamentalmente direi che nei primi giorni e settimane dopo il 9 novembre l’umore nella BRD era incredibilmente positivo. Una delle principali linee politiche della Germania occidentale era la riunificazione, che doveva arrivare prima o poi.

Berlino nei leggendari anni ’90

– Nel 1993 ti trasferisci a Berlino. La Berlino dei primi anni ’90 e’ ricordata come un mito e del resto gran parte della reputazione attuale della città viene proprio da questo periodo speciale.

Sì, il mito degli anni 90, purtroppo non ne è rimasto molto, direi. Quella fama è stata in seguito sfruttata e commercializzata. È stato un periodo di molta libertà in cui tutto sembrava possibile.

Il cielo era il limite, si repirava un’aria nuova, così tanta vita, energia, potere. Chiunque poteva realizzare ciò che desiderava, la Germania si stava reinventando, tutti si stavano reinventando.

E Berlino era il centro di tutto ciò. Come, in effetti, è sempre stata nella sua storia fino alla costruzione del Muro. In tutto questo Berlino Ovest era però scivolata ai margini. Dopo la riunificazione Berlino è diventata di nuovo LA città tedesca.

– Durante questo periodo hai vissuto in diversi quartieri: Charlottenburg, Schöneberg, Kreuzberg a Berlino ovest e Prenzlauer Berg a Berlino est. Perchéti sei trasferita a Berlino e qual è stata la tua prima impressione della città? E soprattutto la tua esperienza a Prenzlauer Berg, com’era allora?

Prenzlauer Berg edificio non ristrutturato

Ho vissuto ad Hannover nel 1993 e ho fatto un apprendistato come direttrice d’albergo. Avevo terminato gli studi a Münster nel 1992.

Il mio ragazzo di allora stava a Münster e quando ci siamo lasciati nel 1993, la mia prima grande pena d’amore, mi sono presa una pausa e sono andata a Berlino con due valigie da mia sorella.

E ci sono rimasta…come è successo a tanti.

Nel 1994 mi sono trasferita a Mitte in Auguststraße e nel 1995 in Kastanienalle a Prenzlauer Berg. I due quartieri non erano ancora stati risanati ma era l’atmosfera che si respirava assolutamente eccitante. Ovunque si trovavano spazi per bar, club e gallerie.

Girando si potevano trovare casualmente locali in scantinati non restaurati. Poi magari qualche giorno dopo quei posti non esistevano più. Tutto era incompiuto e quindi totalmente stimolante.

Molte persone hanno fatto le cose e basta, nessuno ha chiesto il permesso o ne ha avuto bisogno. Era una specie di anarchia secondo il motto “Siamo giovani, siamo liberi!”. Tutto sembrava possibile in qualsiasi momento.

All’angolo tra Kastanienallee e Oderberger Strasse (due vie famose nel quartiere di Pranzlauer Berg) c’erano due cabine telefoniche. La domenica sera la gente era sempre in coda per telefonare.

Erano ancora poche le case che erano state ristrutturate, quasi nessuno all’Est aveva un telefono a casa e i cellulari erano ancora quei grandi apparecchi con un vera e propria cornetta.

Ho lavorato al Restauration 1900 in Kollwitzplatz, che era uno dei pochi bar privati che esistevano già ai tempi della DDR.

I proprietari erano esiliati, i cosiddetti “cileni di Allende” (Nd.A. – dopo il golpe in Cile nel 1973, la DDR offrì asilo politico a migliaia di cileni). Molti artisti e dissidenti della DDR frequentavano il bar.

Lì ho trovato un gran bel gruppo di persone. Ciò che mi ha affascinato molto di questo gruppo è stata la coesione fra di loro, cosa che non mi era famigliare venendo dall’Occidente. Gli amici erano lì l’uno per l’altro, qualunque cosa accadesse. La persone si aiutavano e si davano supporto.

Il mio compagno di allora era un berlinese dell’est; per i suoi amici era il più grande complimento dirmi che non avevano pensato che fossi dell’ovest!

Verso la seconda metà degli anni ’90 invece le differenze fra est e ovest erano diventate più evidenti ed estreme.

Ed improvvisamente subentrarono i pregiudizi: c’era l’egoista e consumista Wessi (tedesco dell’ Ovest), che ingannava i poveri tedechi dell’est perché conosceva meglio le regole del gioco. E dall’altra parte il piagnucoloso Ossi (tedesco dell’Est) che aveva scelto il marco tedesco ma che non riusciva a cavarsela nel sistema liberale.

Le difficoltà di crescere insieme divennero sempre più evidenti. Certo, eravamo tutti tedeschi, ma eravamo cresciuti in due sistemi molto diversi sia culturalmente che socialmente per 40 anni.

Non c’era una cultura ed una memoria comune dopo l’era nazista e della seconda guerra mondiale. Anche la cerchia di amici del mio compagno ha cominciato a sfaldarsi. Improvvisamente l’atmosfera dei primi anni ’90 è cambiata e tutto è diventato in un certo modo meno disincantato.

Berlino oggi

– Nel 2001 sei poi andata via da Berlino e hai vissuto all’estero. Nel 2012 sei tornata a vivere a Berlino. E sicuramente hai trovato una città completamente diversa.

Il quartere di Prenzlauer Berg oggi

Mi sono trasferita a Dublino nel 2001 per un lavoro. Dopo di che a Francoforte sul Meno. Poi a Budapest nel 2011 e di nuovo a Berlino nel dicembre 2012.

In questo periodo all’estero tornavo abbastanza spesso a Berlino per andare a trovare mia sorella e i miei amici per cui avevo gia’ notato come e quanto Berlino stesse cambiando.

Berlino era cresciuta, era piu’ adulta, ma il cambiamento è iniziato veramente nei primi anni 2010. Improvvisamente la citta’ era diventata di moda e trasferirsi a Berlino faceva tendenza, vivere a Berlino era diventato una specie di status symbol.

In realtà inizialmente volevo trasferirmi di nuovo a Prenzlauer Berg, ma in quel quartiere la situazione era cambiata ancora più radicalmente che in altre zone di Berlino.

Era diventato molto in stile tedesco occidentale, molto accademico, molto conformista, molto eterogeneo. Tutti i miei amici che vivevano a Prenzlauer Berg, tranne uno, si erano orma trasferiti altrove, ad esempio, a Pankow o a Wedding.

Non potevano più permettersi di stare lì e non si sentivano più a loro agio nel quartiere diventato cosi’ patinato.

Cosa vedere a Berlino fuori dai circuiti piu’ turistici

E ora il tuo blog: Fortsetzung Berlin e la tua passione nell’esplorare Berlino, una cosa che abbiamo in comune. E presto sarai anche impegnata come guida di Berlino.
Quando hai iniziato con il blog e cosa ti ha spinto ad iniziare questo progetto?

Ho iniziato nell’estate del 2016. La maggior parte dei blog su Berlino che avevo trovato in internet mi sembravano un po’ troppo monotoni per i miei gusti. Scrivono sempre degli stessi argomenti e degli stessi luoghi.

Per persone come me e come i miei amici, che non escono più a far festa tutto il tempo, ma che non vanno neanche a letto alle 10 di sera del sabato, che hanno un interesse per la storia, le storie e la cultura, vedevo che si trovavano pochi blog con contenuti informativi interessanti.

Soprattutto, mi ha annoiato la martellante attenzione per i quartieri della Innenstadt (Nd.A. – le zone che si trovano all’interno della Ringbahn, la linea circolare ferroviaria urbana). Berlino è molto di più dei quartieri dentro l’anello della S-Bahn.

Due terzi di tutti i berlinesi non vivono nemmeno all’interno del Ring.

All’inizio il blog era anche un espediente per ricavarmi uno spazio di creativita’ che non avevo nel mio lavoro. Finché non ho capito che mi piace davvero e che c’è un pubblico a cui piace quello che faccio.

Ecco perché ho iniziato con la formazione di guida turistica, per professionalizzarmi un po’ ed anche per costruirmi un’altra prospettiva lavorativa.

– Penso che il tuo blog sia uno dei migliori in lingua tedesca, non è uno dei tanti blog che nei contenuti ricalca le solite guide turistiche. È un blog su Berlino scritto da una berlinese e quindi con uno sguardo più consapevole sulla città e più variegato. E questo è importante.

Grazie per il bel complimento! Mi rende molto felice!

– Il mio blog è seguito soprattutto dagli italiani che vogliono visitare Berlino o che l’hanno già visitata più volte e se ne sono innamorati. Secondo te, quali sono i luoghi che si dovrebbero assolutamente visitare? (tranne i soliti Unter den Linden e il Muro).

Fontana Siegfriedbrunnen nella Ruedesheimerplatz nel quartiere di Wilmersdorf

Foto OTW  CC BY-SA 3.0

Uno dei miei posti preferiti in assoluto è Rüdesheimer Platz nel Rheingau Viertel (quartiere di Wilmersdrof), questa zona ha un fascino molto speciale. Vicino alle zone più centrali, ma abbastanza lontano dal trambusto della grande città; borghese in modo positivo ma non soffocante.

Con la sua architettura che crea un’atmosfera idilliaca e rurale, la fontana Siegfriedbrunnen è un posto perfetto per rilassarsi. Un po’ come essere in vacanza ma restando sempre a Berlino. (N.d.A – il New York Times ha inserito Rüdisheimer Platz fra le dodici piazze più belle d’Europa).

Amo anche girare nel quartiere di Britz.

Qui è come trovarsi in un tipico villaggio del Brandeburgo con casa padronale d’epoca e proprio accanto si trova degli insediamenti residenziali più famosi di Berlino, l’Hufeisensiedlung (insediamento a ferro di cavallo). Uno dei capolavori dell’architettura moderna e che è nella lista delle aree tutelate dall’UNESCO.

Se si va al Britzer Garten , si ha anche un pezzo di Berlino Ovest nella sua forma più pura. Non lo dico in modo negativo o denigratorio. I luoghi dove si può ancora trovare il carattere specifico dell’Ovest o dell’Est sono diventati rari e quindi tanto più preziosi.

Se volete sapere com’era veramente vivere in un Plattenbau o saperne di più sulla vita quotidiana nella DDR, vi consiglio il Plattenbau Musterwohnung a Hellersdorf.

A questo si può aggiungere una visita ad un’altra attrazione di questa zona di Berlino: Gärten der Welt (I giardini del mondo).

Anche i cimiteri sono luoghi che consiglio di visitare. Per esempio quello di Liesenstraße (fra il quartiere di Mitte e quello di Gesundbrunnen, confine fra est e ovest). Molti berlinesi famosi sono sepolti qui. Ai tempi del Muro i cimiteri si trovavano spesso nella “terra di nessuno”.

Consiglio anche il Cimitero dei Caduti di Marzo (il cimitero è un memoriale per le vittime della Rivoluzione del 1848) nonostante la sua vicinanza al Volkspark Friedichshain, molti non lo conoscono. Eppure questa è pura storia berlinese e tedesca.

Per la prima volta i berlinesi sfidarono il re a togliersi il cappello in presenza di persone non facenti parte della nobiltà. E per la prima volta a Berlino si celebrò un servizio funebre in modo interconfessionale. Questo è il tipo di storie che mi interessano molto.

Un altro luogo che è molto sconosciuto, anche se si trova proprio di fronte alla Hauptbahnhof (stazione centrale di Berlino) è il parco storico Zellengefängnis Moabit (prigione di Moabit). Un luogo di sofferenze inimmaginabili e di aberrazioni umane, eppure – se cercate semplicemente dei momenti di pace, diversi spazi del giardino diventano un rifugio in mezzo al frastuono città.

Anche il Körnerpark nel quartiere di Neukölln è fantastico. Lo considero un gioiello. Mi piace anche il contrasto fra la bellezza classica del Körnerpark e l’ambiente piu’ metropolitano che lo circonda.

Se volete saperne un po’ di più sui singoli quartieri di Berlino – ogni quartiere ha il suo museo; sono davvero fatti con amore ed estremamente informativi. Ogni distretto ha anche una Kommunale Galerie (gallerie d’arte comunali) con almeno una sede.

Lì si espongono opere di giovani artisti del rispettivo distretto; i distretti promuovono i loro artisti.

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